Il sindaco di Roma, Ignazio Marino ha firmato la lettera con la quale ritira le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre.
IL SONDAGGIO – L’Istituto Demopolis ha condotto per la trasmissione Otto e Mezzo, un sondaggio sulla percezione dell’opinione pubblica italiana rispetto quanto sta accadendo nella Capitale. Per il 72% le responsabilità dell’attuale crisi di Roma sono dei partiti che hanno governato la città negli ultimi anni. Per i due terzi degli intervistati, a risultare determinante è stato il radicato sistema corruttivo scoperto dall’inchiesta di “mafia capitale”, che ha coinvolto in pieno ampi segmenti della classe politica locale. Pesa, per quasi un italiano su due, anche l’inefficienza della macchina amministrativa e della burocrazia romana.
LA GESTIONE DI MARINO – Al quarto posto, indicata dal 30%, la gestione di Ignazio Marino: non individuato, dunque, come il principale “colpevole” della situazione in cui si trova oggi Roma. Il dato sulle responsabilità del Sindaco cresce però di 9 punti percentuali, al 39%, nell’opinione di chi vive nella Capitale. Che cosa ha caratterizzato l’esperienza di Ignazio Marino al Campidoglio? Il giudizio complessivo dei romani è piuttosto critico: 6 cittadini su 10, intervistati da Demopolis, gli attribuiscono una ridotta capacità amministrativa che ha inciso sui servizi locali; il 56% una insufficiente conoscenza della città. Ma la maggioranza assoluta, il 53%, riconosce comunque a Marino intransigenza ed onestà, accompagnate da una chiara estraneità al sistema. A pesare negativamente sull’Amministrazione, nella percezione di oltre un terzo dei romani, sono state anche le ripetute tensioni con Matteo Renzi ed il Partito Democratico.
DISAFFEZIONE VERSO LA POLITICA – A Roma, intanto, è cresciuta ulteriormente, ed in modo del tutto trasversale, la disaffezione verso la politica: nel 2008 aveva votato per le Comunali il 74% e nel maggio 2013 il 53%. Oggi – secondo la stima dell’Istituto diretto da Pietro Vento – si recherebbe alle urne appena il 48%: il 52%, la maggioranza assoluta dei romani, resterebbe a casa.
I PARTITI – In pochi mesi è cambiato, in modo significativo, anche il peso dei partiti: se si votasse oggi per il Consiglio Comunale capitolino, secondo il Barometro Politico Demopolis, il Movimento 5 Stelle otterrebbe il 33%, doppiando di fatto il PD, in netto calo di consensi, attestato oggi al 17%. Tra il 10 e l’8 per cento si posizionano tre liste di fatto personali: Fratelli d’Italia della Meloni, la lista Marchini e la lista Marino. Al 7,9%, in crollo, Forza Italia; al 4% Salvini. Con gli altri partiti su percentuali inferiori. Tra i possibili candidati di cui si è parlato negli ultimi giorni nell’ipotesi di un ritorno alle urne in primavera, 3 romani su 10 vedrebbero bene, come sindaco, Alessandro Di Battista del M5S, seguito da Giorgia Meloni, indicata dal 27% degli intervistati. Il 21% cita l’imprenditore Alfio Marchini, mentre il 20% vedrebbe bene Alfonso Sabella, il magistrato chiamato a svolgere il ruolo di assessore alla Legalità nella Giunta Marino. Percentuali oggi inferiori registrano altri possibili candidati. In conclusione, l’Istituto Demopolis ha rilevato l’opinione degli elettori italiani del PD nell’ipotesi di un ritorno alle urne: nonostante le criticità riscontrate nel recente passato, il 65% resta convinto che la strada delle Primarie resta la soluzione migliore per la scelta del candidato Sindaco di Roma. La pensa diversamente meno di un terzo degli elettori del Partito Democratico. (Pap – 29 ott)