Milano, 19 nov – Prescrizione per il reato di falso in bilancio ma accuse per frode fiscale estese fino al 2003. Il processo sulle presunte irregolarità da parte di Mediaset nella compravendita di diritti cinematografici e televisivi si svuota da un lato per riempirsi dall’altro. Se da una parte i giudici della prima sezione del tribunale di Milano hanno dichiarato il “non doversi procedere per intervenuta prescrizione” nei confronti di Silvio Berlusconi, Fedele Confalonieri e altri imputati, in relazione al reato di falso in bilancio, dall’altra il pm Fabio De Pasquale ha contestato oggi il reato di frode fiscale fino al 2003 per una cifra pari a 30,9 milioni di euro, all’ex premier e ad altri imputati. Nella scorsa udienza, il pm Fabio De Pasquale aveva formulato una contestazione suppletiva a carico di Berlusconi e Confalonieri riguardante il bilancio di Mediaset del 2000. Una nuova accusa che sarebbe dovuta servire per allungare i tempi della prescrizione, ma che oggi è stata bocciata dal tribunale. I giudici hanno dato ragione alla difesa di Fedele Confalonieri, che aveva chiesto una sentenza di non luogo a procedere nei riguardi del presidente di Mediaset aggiungendo che anche la nuova contestazione suppletiva formulata dal pm su una presunta frode fiscale non si sarebbe potuta applicare al presidente di Mediaset. (SEGUE)