(4 novembre 2015) Ci sono soprattutto grandi e differenti visioni teologiche, come quelle di Kasper e Ratzinger, all’origine dello scontro che in Vaticano dura da tempo e che è riemerso in occasione del recente sinodo. Ma ci sono anche contrasti di altra natura, meno legati ai valori irrinunciabili e alle obbligazioni della fede. Sono contrasti di natura economica, lotte di potere legate alle grandi ricchezze in possesso delle 2966 circoscrizioni ecclesiastiche sparse per il pianeta. Vescovati, sedi metropolitane, prefetture, vicariati e abbazie, congregazioni, ordini religiosi, associazioni laiche, dall’Opus Dei, ai Legionari di Cristo ai Cavalieri di Colombo. Insieme possiedono e amministrano una montagna di miliardi. Tutto sotto il controllo diretto o indiretto del Vaticano, che nella sola città di Roma possiede case per un valore di 4 miliardi, valore calcolato, s’intende, in attesa dell’aggiornamento catastale. Dentro non ci sono migranti, come vorrebbe il papa, ma un sacco di raccomandati e vip che pagano affitti ridicoli.
A queste ricchezze e alla lotta senza esclusione di colpi che si combatte per il loro controllo sono dedicati “Avarizia” di Emiliano Fittipaldi, pubblicato da Feltrinelli, e “Via Crucis” di Gianluigi Nuzzi, pubblicato da Chiarelettere. Due libri di ottimo giornalismo investigativo che si avvale di fonti di primissima mano. Nuzzi dispone addirittura della registrazione di diversi incontri riservati tra gli alti vertici del Vaticano e papa Francesco. Quest’ultimo chiede trasparenza dopo aver preso visione dei bilanci non ufficiali che documentano sia la cattiva gestione degli amministratori, sia operazioni di puro malaffare. Una situazione negativa mai conosciuta nel suo insieme, e che – secondo Nuzzi – fa capire perché Benedetto XVI si è dimesso.
Per la fuga di notizie che ha reso possibili i libri di Fittipaldi e Nuzzi l’altro ieri in Vaticano ci sono stati due arresti. Ma talvolta è necessario che gli scandali avvengano.