Milano, 19 nov – “Il falso in bilancio del 2000 – ha spiegato la difesa – è un’ipotesi di reato contestata quando il reato è già morto, perché, presumendo che esso sia stato commesso il 9 aprile 2001 e calcolando 5 o 6 anni in termini di prescrizione, il reato è già stato colpito dalla prescrizione”. Se Confalonieri esce definitivamente dal processo, lo stesso non accade a Berlusconi. Il 21 gennaio prossimo infatti le parti discuteranno della contestazione formulata oggi dal pm Fabio De Pasquale e relativa a una presunta frode fiscale fino al 2003. Molto critico Niccolò Ghedini, uno dei difensori del Cavaliere, che ha parlato di “accanimento terapeutico” per il processo in corso: “Si vuole tenere per forza Silvio Berlusconi in un processo con una asserita frode fiscale nell’epoca in cui era al governo – sottolinea Ghedini – ed era quindi impossibile che si occupasse di ogni singola fattura”. Secondo Ghedini, “il pm si è accorto che la contestazione suppletiva dell’ottobre scorso per falso in bilancio era stata fatta quando ormai il reato era prescritto e, pertanto, ne ha presentata un’altra”. Senza la contestazione suppletiva del Pm Fabio De Pasquale che chiede di allungare l’ipotesi di reato di frode fiscale al 2003, domani sarebbe scattata la prescrizione per questo reato. Qualora la nuova contestazione dell’accusa dovesse essere accolta, porterebbe i tempi della prescrizione a dilatarsi fino al 26 aprile 2012.
(Fca)