“L’ impatto della legge di stabilità va valutato alla luce del contesto macroeconomico internazionale in cui interviene. Siamo in una situazione di bassa inflazione, in Italia e in Europa significativamente lontana da quel 2 percento che non costituisce un vincolo dei trattati e tuttavia caratterizza la missione della Banca Centrale Europea, sullo sfondo, il notevole indebolimento delle economie che hanno fatto da traino negli ultimi anni. Per questo abbiamo deciso di adattare il profilo di consolidamento della finanza pubblica alla necessità di non interrompere il sentiero di crescita chele azioni precedentemente messe in campo hanno consentito di intraprendere”. Lo ha detto il ministro dell’ Economia Gian Carlo Padoan, in una audizione alla Commissione Bilancio sulla legge di Stabilità. “Terza e ultima condizione – aggiunge il ministro – che determina il quadro nel quale facciamo le nostre scelte è il debito pubblico elevato. Abbiamo delineato un profilo di finanza pubblica che al tempo stesse consente di porre il rapporto tra debito pubblico e Pil su una traiettoria declinante; di congegnare una manovra di finanza pubblica che dia respiro alle famiglie e alle imprese per favorire la crescita. Il rapporto tra debito e Pil scenderà dal 2016 e l’ andamento del saldo strutturale nella programmazione pluriennale ha un profilo coerente con le regole dell’ Unione Europea”.
Padoan ricorda che “nel costruire questo delicato equilibrio abbiamo tenuto conto della situazione di disagio creata dalla lunga, grave crisi. Ma sebbene o dati statistici ci autorizzano a constatare che ne abbiamo alle spalle la peggiore manifestazione, non dimentichiamo che non c’è ripresa per il lavoratore che ha perso il lavoro, non c’è sviluppo per il capofamiglia che non riesce a produrre il reddito necessario a una vita dignitosa e giustamente ambiziosa per i propri figli. Per questo abbiamo inserito misure contro la povertà che possono essere considerate straordinarie”. “Questa legge si stabilità per il 2016, come la precedente, come tutte le altre misure prese da questo governo, ha lo scopo di produrre un impatto che saremo in grado di misurare attraverso una pluralità di indicatori: la fiducia delle imprese e delle famiglie, la produzione industriale, il prodotto interno lordo. Potremo dire di avere avuto successo con la strategia quando il numero degli occupati avrà recuperato livelli soddisfacenti”.
(4 nov – Sis)