Roma, 19 nov – Coppola si trova agli arresti domiciliari dalla fine di giugno per motivi di salute. L’imprenditore era stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma su una serie di operazioni ritenute illecite. Inoltre sul suo gruppo grava un crac di circa 130 milioni di euro. L’inizio del processo a Coppola, rinviato a giudizio per il fallimento della Micop Immobiliare srl, è previsto per il 3 dicembre. Nel frattempo il manager ha ottenuto la proroga per gli arresti domiciliari di altri tre mesi. Secondo i pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli che lo hanno indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e all’appropriazione indebita assieme ad altre 28 persone, Coppola non può tornare in libertà per via di alcune intercettazioni ambientali effettuate nel periodo in cui era in carcere. In quel frangente, infatti, sarebbero emersi elementi che ne hanno aggravato la posizione, obbligando la Finanza a indagare ancora su ipotesi di occultamento di denaro e documenti. Ad aggravare la posizione di Coppola sarebbero stati alcuni colloqui in cui si sarebbe parlato di “ingenti somme da fare sparire, di persone da compulsare, di documenti da interrare o murare”. In particolare, da un’intercettazione emergerebbe un tentativo di trasferimento di capitali alle Bahamas. Il contenuto delle conversazioni, secondo il tribunale del riesame, “denoterebbe una persistente attività criminosa, non ridimensionata dall’esperienza carceraria considerando che persino in cella Coppola ha continuato a muovere ingente sommi di denaro, occultando attività e documentazioni”.
(Pep/Caf)