Roma, 19 nov – Si chiamerà Partito della libertà o Popolo della libertà. Il nome lo deciderà un’assemblea e il nuovo partito risponderà alla domanda degli 8 milioni di cittadini che durante lo scorso fine settimana hanno firmato, in 8 milioni, un appello per mandare a casa il governo di centrosinistra. Si apre una nuova stagione della vita politica di Silvio Berlusconi che, dichiarandosi “sotto schock” per l’alta adesione al suo appello, lancia un nuovo partito: il leader dell’opposizione, in una conferenza stampa nel Tempio di Adriano, nel centro di Roma, si è detto aperto al dialogo con Walter Veltroni sulla riforma della legge elettorale (a condizione che si torni a votare subito dopo il varo del nuovo sistema) ma è duro con gli alleati, in primis Gianfranco Fini, che snobbano la svolta annunciata ieri: “Non rispondo a piccole polemiche”. Un lungo discorso quello del Cavaliere davanti a circa 300 militanti, ai quali, alla fine assicura: “Siamo in un momento storico, in uno di quei momenti che si presentano nella storia e che non si possono mancare”. Non una “spallata a Forza Italia” ma un progetto che nasce dalla volontà di “tornare a capire le reali esigenze del paese. Io per questo – afferma Berlusconi – ce l’ho con i mestieranti della politica. Da una parte c’è il Palazzo – prosegue il capo dell’opposizione – dall’altra la gente e io sono uno della gente”. “Venerdì sabato e domenica – ha ricordato l’ex presidente del Consiglio – grazie al generoso impegno di migliaia e migliaia di volontari si è svolta la più grande mobilitazione nella storia dell’Italia repubblicana, con quasi 8 milioni che hanno firmato per chiedere di tornare a votare”. (SEGUE)