Alessandria, 19 nov – “Chiediamo alla Regione – ha continuato Della Croce – di stanziare maggiori risorse sui suoi cittadini nel mondo, poiché è la Regione che investe meno per i suoi emigrati. In Europa – ha concluso Della Croce – dovrebbero essere sviluppate politiche più vicine al settore dell’emigrazione”. Nel suo intervento, Della Croce ha ricordato inoltre l’utilità delle esperienze di incontro e scambio tra le comunità piemontesi di S.Francisco negli Stati Uniti e S.Francisco in Argentina, rappresentando l’incontro tra realtà di piemontesi nel mondo senza passare “dal centro”. “Per realizzare questo scambio servono informazioni del nuovo Piemonte e non soltanto i ricordi del nostro passato – ha chiarito Della Croce -. E’ necessario attivare una politica del turismo sociale come accade in Lazio e in Calabria”. Dopo le polemiche, il presidente dell’Unione piemontesi nel mondo ha illustrato una delle iniziative future dell’Associazione, imperniata sulla volontà di realizzare un blog che metta in rete le diverse voci dei piemontesi nel mondo, e in ultimo i corsi sulla lingua piemontese in madre lingua spagnola. In ultimo ha presentato la Festa del Piemonte, in programma a maggio del 2008, in cui si prevede un workshop volto a favorire lo scambio di esperienze tra i piemontesi in Piemonte e i piemontesi all’estero. Altro intervento è stato quello di Ugo Bertello, vicepresidente dell’Federazioni Internazionale Piemontesi nel mondo, che, rispondendo alla polemica innescata da Della Croce, ha evidenziato delle probabili “rivalità storiche” tra l’Unione piemontesi nel Mondo e l’Associazione Piemontesi nel Mondo. “Mi sono sentito coinvolto nella polemica precedente, – ha detto Bertello – ma rispondo dicendo che la ‘Piemontesi nel mondo’ deve primariamente ringraziare l’operato del suo presidente Michele Colombino, che da 30 anni lavora per il riconoscimento e la valorizzazione dei piemontesi nel mondo, “ponte” tra piemontesi in patria e i piemontesi all’estero”. (SEGUE)