Roma, 21 nov – La Rai apre un’inchiesta interna, il consiglio d’amministrazione di Mediaset si difende e annuncia querele, Walter Veltroni parla di “tv calpestata” e il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni di “clima collusivo”. Sullo sfondo i giornalisti, attraverso i sindacati, chiedono chiarezza. L’inchiesta pubblicata da Repubblica, secondo la quale le due superpotenze nazionali della tv si sarebbero scambiate informazioni sui palinsesti concordando le strategie informative sui grandi eventi della cronaca e orchestrando i resoconti della politica in una “ragnatela” di contatti e telefonate tessuta da Silvio Berlusconi e dai suoi collaboratori, sta scatenando un vero e proprio terremoto da viale Mazzini a Cologno Monzese. Il quadro che emerge dalle intercettazioni raccolte tra 2004 e 2005 nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della società Hdc indigna, suscita richieste di chiarimenti e secche smentite. Immediatamente la direzione generale della Rai ha aperto “un’indagine interna” e ha dato mandato alla direzione Affari legali perché “l’azienda si costituisca parte lesa al fine di poter intraprendere tutte le eventuali necessarie iniziative a tutela della Rai”. Molto presto Gina Nieri, consigliere d’amministrazione del Biscione, ha parlato di “stupidaggini” perché “che Rai e Mediaset si facciano concorrenza è sotto gli occhi di tutti 72 ore al giorno. Detto questo – ha aggiunto – è evidente che, come accade nei giornali, i direttori si chiamino, si consultino”. Il presidente della Rai Claudio Petruccioli, davanti ai giornalisti della Rai, ha invitato l’azienda a tutelare se stessa e a essere “garantisti sulla base delle leggi”. (SEGUE)