Roma, 21 nov – Proclamando lo stato di emergenza sindacale i giornalisti dell’Usigrai hanno quindi proposto “un’azione collettiva legale nei confronti di quei dirigenti e di tutti coloro che la magistratura dovesse indicare come responsabili di una grave lesione dell’immagine del servizio pubblico”. E anche i consiglieri del consiglio d’amministrazione di viale Mazzini chiedono ammissioni di colpa. “Dai dirigenti e dai giornalisti della Rai coinvolti nelle intercettazioni telefoniche pubblicate oggi da Repubblica – dichiara Nino Rizzo Nervo – mi attendo adesso le dimissioni”. Sandro Curzi chiede l’allontanamento dall’azienda degli “infiltrati di Mediaset”, mentre Carlo Rognoni lancia un appello per un urgente intervento legislativo: “Se il governo Prodi non interviene subito con determinazione – sottolinea – rischia di prendersi la responsabilità di aver lui affossato il servizio pubblico”. E anche il mondo politico è scosso, a partire dal segretario del Pd Walter Veltroni: “Quanto è emerso è di una enorme gravità”. “Sta emergendo – continua il sindaco di Roma – un intreccio e una commistione nei quali il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo è stato calpestato. Tutto questo insieme a comportamenti in contrasto con i principi della libera concorrenza, del mercato e con i doveri che sono propri del servizio pubblico”. Per il centrodestra parla Mario Landolfi, presidente della commissione di Vigilanza, che giudica “adeguata” la decisione della Rai di avviare un’indagine interna. “Nel frattempo – sottolinea l’esponente di An – è utile evitare strumentalizzazioni politiche il cui unico risultato consisterebbe nel rendere ancor più drammatica la già caotica situazione all’interno del servizio pubblico radiotelevisivo”. Renato Schifani, presidente dei senatori di Forza Italia, attacca: “E’ un’operazione contro Berlusconi”
(Fca)