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GENTILONI-ALFANO: GARANTIREMO SICUREZZA

it@withub.it by it@withub.it
16 Novembre 2015
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La Marsigliese, il Canto degli Italiani, l’Inno alla Gioia. L’Italia e l’Europa si sono stretti ancora una volta intorno alla Francia, con gli inni suonati in sequenza dalla Banda interforze in piazza Montecitorio, alla presenza della presidente della Camera Laura Boldrini e dell’Ambasciatrice francese in Italia, Catherine Colonna, prima che i ministri degli Esteri Paolo Gentiloni e dell’Interno Angelino Alfano riferissero alla Camera sulla situazione nazionale e internazionale in seguiti ai drammatici attentati di venerdì scorso a Parigi, in cui hanno perso la vita 132 persone, tra cui l’italiana Valeria Solesin, sotto i colpi di sei diversi attentati rivendicati dall’Isis.

GENTILONI – “Per la seconda volta la Francia è stata colpita quest’anno, e ci sentiamo colpiti anche noi e reagiremo uniti – sentenzia poi Gentiloni in aula – Si tratta di un attacco senza precedenti, è una sfida nuova per la sua violenza e la sua pericolosità e il governo deve reagire intensificando il lavoro per garantire la sicurezza dei propri cittadini”. Un Gentiloni che ammette che “noi non abbiamo nulla a che fare con questi terroristi, ma è innegabile che il brodo di coltura in cui questa cosa si è sviluppata è anche colpa degli errori dell’occidente” e aggiungendo che “in Siria bisogna pensare a una road map per allontanare Assad senza che il vuoto che si crei possa essere occupato dall’Isis, e il ruolo della Russia deve essere fondamentale per colmare questo vuoto”. E per quanto quanto riguarda la sicurezza interna “gli italiani ci chiedono di garantire loro la sicurezza senza rinunciare alla loro libertà, e noi lo faremo ma senza rinunciare a fare distinzioni tra criminali e decine di migliaia di uomini e bambini in fuga dalle dittature”.

ALFANO – Stesso concetto ribadito poco dopo da Alfano: “Sappiamo ben distinguere chi prega da chi spara. Chi prega prenda le distanze da chi spara, noi inseguiremo chi spara. Nel 2015 sono state controllate 56426 persone, 8mila veicoli e 160 navi”. Il responsabile del Viminale spiega che “nessun Paese può considerarsi completamente al sicuro da attacchi di terrorismo: non esiste il livello zero di rischio, ma esiste la possibilità di agire per ridurre la capacità di incidenza del rischio. La risposta della sicurezza italiana è stata immediata, una prima circolare del capo della Polizia è firmata nella tarda serata di venerdì scorso, elevando il grado di rischio al livello 2”. La preoccupazione riguarda in modo particolare il Giubileo imminente. “Si stanno avviando le procedure di dispiegamento di altri 700 uomini per la Capitale, in virtù della particolare contingenza del Giubileo, ma preciso che a Roma è già a disposizione del Prefetto un contingente di 1296 militari. Il concorso delle Forze Armate sarà limitato al presidio fisso degli obiettivi sensibili, non esisterà una militarizzazione della città”.

DALLE OPPOSIZIONI IN AULA arrivano promesse di unità e collaborazione, ma anche ricette diverse. Secondo Renato Brunetta (Fi) “questo cancro dell’Isis richiede leadership per essere combattuto e vinto, ma l’Europa oggi non è protagonista di nulla, l’unica iniziativa di politica estera presa è stata quella con la quale ci siamo condannati da soli con le sanzioni alla Russia. Abbiamo il dovere di essere i catalizzatori della buona volontà del fare tra Est e Ovest, con quella capacità di dialogo che ha sempre caratterizzato la politica estera italiana. L’Italia deve promuovere la rinuncia alle sanzioni dell’Ue nei confronti della Russia, che avrebbe un significato fondante”. Secondo Giorgio Sorial, del Movimento 5 Stelle, è invece necessario “il ritiro immediato delle truppe dall’Afghanistan, ogni militare impegnato in una inutile missione internazionale è un uomo in meno impiegato nella nostra sicurezza”. (Sis – 16 nov)

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