Bruxelles, 20 nov – La rete Natura 2000, network di aree protette la cui gestione fa capo alle direttive comunitarie, costano 5,8 miliardi di euro ogni anno a fronte di benefici in servizi eco sistemici valutati in 200/300 miliardi di euro ogni anno. E’ il dato più significativo di uno studio, pubblicato dalla Commissione europea, e reso noto in occasione della conferenza sulle due direttive comunitarie Habitat e Uccelli, organizzata oggi a Bruxelles. Alla Conferenza partecipano i vertici della Commissione europea e i maggiori stakeholders del settore. La rete Natura 2000, che partecipa attivamente ai lavori, consegnerà al commissario all’Ambiente Vella oltre 500mila firme raccolte nella campagna di difesa delle direttive. La Lipu, unica rappresentante per l’Italia alla Conferenza, partecipa con Claudio Celada, direttore Dipartimento Conservazione natura, e Giorgia Gaibani, responsabile Iba e rete Natura 2000. L’appuntamento di oggi “è un momento di importanza fondamentale, che di fatto apre la terza fase della Fitness Check, che vedrà gli stakeholder confrontarsi tra loro e con la Commissione europea – afferma Claudio Celada -. Il grande successo della raccolta firme e la posizione assunta dai nove ministri dell’Ambiente hanno frenato le ‘cattive’ intenzioni di modificare e indebolire le direttive. Resta ancora molto lavoro da fare ma, anche alla luce dello studio tecnico emerso pochi giorni, siamo fiduciosi che la verifica in corso sulle direttive confermerà l’importanza della normativa europea e la necessità di rafforzare la tutela e la gestione della natura del nostro continente”.
(red)