E’ passata una settimana dalla strage di Parigi rivendicata dall’Isis e sui social network paura e commozione non si sono attenuate. Lo rivela un’indagine del Socialpolitico.it., il social magazine che analizza l’attività 2.0 di politica, istituzioni, influencer e fenomeni sociali e culturali, che ha monitorato l’andamento dell’hashtag #7giornidopo, oggi fra i topic trend del social network dei 140 caratteri. Gli utenti stanno usando il topic con tre finalità: 1) manifestare solidarietà alle 129 vittime e ai familiari 2) dare sfogo alle loro legittime preoccupazioni 3) scambiarsi informazioni utili. Proprio quest’ultimo aspetto è di particolare importanza, diversi profili, infatti, postano sull’argomento le news su eventuali allarmi nelle città o anche notizie direttamente ricollegabili agli attentati, come gli avvistamenti del super ricercato Salah di cui i media danno notizia, o quella di uno psicopatico canadese che annuncia su Youtube l’intenzione di “uccidere un arabo a settimana” per rappresaglia nei confronti del Califfato. La viralità dell’hashtag è dimostrata dalla quantità di contenuti su di esso pubblicati (210 ogni ora in Italia). Il sentiment, come detto, oscilla tra l’emotività e l’apprensione. Non a caso “paura”, “noi”, “città”, “bruxelles” (da cui proveniva parte del commando assassino) sono tra le parole più ripetute nei singoli tweet associati al topic. La commozione è testimoniata, invece, dal tag “parigi”. Torna ad aumentare il flusso di tweet relativi a #prayforParis (attualmente sono 843 ogni ora) in cui, tuttavia, vengono inserite soprattutto le news relative ai raid francesi in Siria, in particolare il presunto bombardamento di un ospedale per bambini. I tag più citati sono, infatti,kids, bombs, hospital e retaliation (“ritorsione”).
(20 nov – pap)