(7 dicembre 2015) Giuseppe De Rita, che da mezzo secolo fotografa e spiega le trasformazioni della società italiana, ha rilasciato venerdì scorso un’altra delle sue sorprendenti istantanee. Grazie al rapporto Censis sappiamo così che non sappiamo quasi nulla di molte cose che invece dovremmo sapere perché ci riguardano da vicino.
Per esempio non sappiamo come potremo mantenerci in futuro, quando avremo smesso di lavorare. Il 39,6% dei cittadini italiani infatti non ha un’idea precisa della propria posizione previdenziale, vale a dire che non sa, sia pure grosso modo, quanti contributi ha versato e di quale pensione beneficerà: il 21,5% ne ha un’idea piuttosto vaga e il 18,1% non ne ha alcuna idea. Ci accontentiamo dunque della generica convinzione che in futuro le pensioni saranno più basse di quelle attuali. Per i dettagli ci affidiamo al patronato.
Anche per quanto riguarda la salute, le informazioni scarseggiano.
Il Censis cita il caso delle vaccinazioni. Solo il 54% dei genitori è stato informato sulle vaccinazioni dai pediatri. Il 42% decide se vaccinare o meno i figli in base a quello che legge su Internet e sui social network. E qui quasi l’80% ammette di aver trovato informazioni di tipo negativo. Tutto ciò, osserva il Censis, ha un effetto dirompente sull’atteggiamento culturale nei confronti della vaccinazione.
Il 71% degli italiani e la quasi totalità dei giovani frequenta Internet. Siamo bombardati da informazioni, ma non per questo siamo più informati. Pare essersi ormai affermata quella che il Censis chiama l’economia della disintermediazione, cioè l’idea che grazie alla rete si possano superare le mediazioni di soggetti tradizionali – come possono essere i medici, ma anche i libri.