Bruxelles – Quasi un titolo su dieci pubblicato oggi in Italia ha un mercato straniero. E’ quanto emerge dalla ricerca sull’import/export dei diritti realizzata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (Aie) su 1.200 editori, per conto dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e presentata a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria in programma a Roma. Una fotografia su come l’editoria italiana si impone (o meno) all’estero, nell’acquisto e nella vendita dei diritti e che permette di coprire un vuoto di 8 anni (l’ultima che consentiva di farlo con questa analiticità e articolazione risale al 2007), grazie alla rilevazione dei dati di vendita/acquisto 2015 e 2014 dei diritti dei segmenti Narrativa, Bambini, Saggistica, Illustrati ecc. Continuiamo ad acquistare più che a vendere titoli ma triplica rispetto al 2001 il peso dei titoli venduti all’estero rispetto alle novità pubblicate: erano il 3,2% 15 anni fa, sono oggi il 9,5%. Vendiamo sempre più narrativa e libri per bambini e ragazzi; meno saggistica e illustrati. Vendiamo in Europa per circa la metà. Il 51,3% dei titoli venduti interessano l’Europa, il 19,7% il Centro e il sud America, “solo” il 6,5% il Nord America (anche se il dato è in crescita rispetto al 2007), il 14,3% l’Asia e il 5,2% l’Area del Pacifico. (9colonne)
