Rio de Janeiro, 26 nov – La Farnesina, che lo scorso anno ha commemorato i cinquant’anni dalla tragedia della Marcinelle, si conferma in prima linea nel tentativo di riportare alla luce gli eventi, positivi e negativi, che hanno interessato la diaspora italiana. Oltre al volume, che è stato promosso proprio dalla Direzione Generale per gli Italiani all’estero, il Ministero degli affari Esteri ha stanziato dei fondi per la restaurazione del cimitero nel quale sono sepolti i nostri connazionali caduti nella tragedia di Monongah ,in onore del nome e del sacrificio di quelle vittime della diaspora italiana. Al centro del sepolcro verrà eretta una statua inaugurata a breve dallo speaker del Congresso americano Nancy Pelosi che celebrerà l’evento con un minuto di silenzio. Ma la tragedia di Monongah avrà anche un posto di rilievo all’interno del museo dell’emigrazione che verrà realizzato il prossimo anno a Roma. Un lavoro, quello della Farnesina, che mira a recuperare integralmente i risvolti umani e storici dell’emigrazione italiana e a dedicare l’attenzione a un fenomeno, quello migratorio, che ancora oggi fa parte della nostra storia. Si stima infatti che ogni anno, soprattutto nel sud del nostro paese, a causa dell’emigrazione scompaia un intero paese. “La memoria quindi, insieme alla storia, è uno degli strumenti fondamentali di cui dispone la società per conservare il loro passato, ma anche per guardare al futuro con più consapevolezza”: con queste parole l’ambasciatore Adriano Benedetti, direttore del Dgit, ha così voluto sottolineare l’importanza di rendere presente il passato e viceversa. Al termine della cerimonia, il vice ministro Danieli e il direttore di “Gente d’Italia”, Domenico Porpiglia, hanno consegnato un premio al professor Joseph Tropea, titolare della cattedra di sociologia della George Washigton University come riconoscimento dell’immenso impegno profuso in quarant’anni di lavoro. Il ricercatore, che ha speso buona parte della sua vita nella ricerca di quei nomi cancellati da quella esplosione e dei sopravvissuti, ha voluto fare un altro regalo al nostro paese annunciando in questa occasione che altri due italiani sopravvissero alla sciagura: si tratta di due molisani, Donato e Leonardo D’Amico.
(Fam/Sis)