Ennesima tragedia del mare legata all’immigrazione. Scenario il Mar Egeo, davanti alle coste turche: un barcone carico di migranti è affondato, causando la morte di almeno 11 persone, tra cui 5 bambini. E purtroppo siamo di fronte a una tristissima abitudine: nel 2015 i morti sono più che raddoppiati rispetto al 2014 (da 1.600 a oltre 3.200) e “continuano le morti di bambini, dimenticate: oltre 700 dall’inizio dell’anno”: la denuncia arriva, in seguito ai recenti naufragi, dal direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Gian Carlo Perego, che parla di “strage silenziosa nel Mediterraneo”.
LA BOZZA UE. Intanto, nella bozza di conclusioni del Vertice Ue del 17 e 18 dicembre, si legge che le Istituzioni europee e gli Stati membri “devono correggere le lacune nel funzionamento degli hotspot, incluso stabilire le necessarie capacità ricettive per raggiungere gli obiettivi, e concordare rapidamente un preciso calendario affinché anche altri hotspot diventino operativi”. Nonostante il duro lavoro degli utimi mesi, sottolinea inoltre la bozza, il livello di attuazione di alcune decisioni risulta ancora “insufficiente”; Schengen è “sotto seria pressione”, si legge ancora nella bozza, in cui si chiede a Istituzioni e Stati di assicurare la registrazione dei migranti e “adottare misure per scoraggiare il rifiuto” di chi non vuole sottoporsi al controllo delle impronte.
A RISCHIO INFRAZIONE. Il nostro paese rischia intanto l’apertura di una procedura di infrazione dalla Ue per il mancato rispetto del regolamento EuroDac: “Noi per il lavoro svolto meritiamo solo un grazie dalla Ue – sottolinea il ministro dell’Interno, Angelino Alfano – noi speriamo che non si apra alcuna procedura di infrazione sulla registrazione dei migranti in Italia: se ciò dovesse accadere sarebbe una scelta del tutto irragionevole e fuori dal tempo e dalla storia”.
(Roc – 9 dic)