Roma, 27 nov – Al momento della scoperta, come sottolinea l’Unione Astrofili Italiani, la cometa si mostrava come un debole oggetto sfocato di 18.ma magnitudine circa (quindi 60 mila volte più debole delle stelle distinguibili ad occhio nudo in una notte molto limpida). La chioma di gas e polveri che conferisce alle comete il loro classico aspetto diffuso, nel caso della cometa Boattini ha attualmente delle dimensioni molto modeste, probabilmente a causa della sua estrema lontananza dal Sole (le comete sviluppano infatti le loro tipiche code grazie all’azione energetica della radiazione solare sui loro nuclei ghiacciati). Tuttavia le previsioni degli astronomi per il futuro sono piuttosto incoraggianti: infatti l’astro chiomato, che attualmente si trova ben oltre l’orbita del pianeta Marte, ad oltre 3 unità astronomiche dal Sole e dalla Terra (circa 500 milioni di chilometri) è in avvicinamento al Sole. Secondo i parametri orbitali preliminari, dedotti dalle poche osservazioni finora disponibili, la cometa passerà al perielio (punto della sua orbita più vicino al Sole) nel giugno prossimo, mentre transiterà relativamente vicino al pianeta Venere. Nel 2008 potrebbe quindi diventare per alcune settimane un oggetto discretamente osservabile con l’ausilio anche di un binocolo.
(Grm)