La mostra “Facce. I molti volti della storia umana” allestita nelle Sale espositive del Centro di Ateneo per i Musei di via Orto Botanico 15 a Padova ha voluto esplorare una parte importante del nostro corpo: il viso. I visi sono la relazione tra noi e il mondo: riconosciamo, veniamo riconosciuti, ci riconosciamo grazie ad essi. I visi, molto spesso, dicono chi siamo, da dove veniamo e come stiamo. Tutti cerchiamo di interpretarli, per capire e prevedere le intenzioni dell’altro. Nei visi talvolta abbiamo cercato quello che non c’è, in particolare il marchio delle presunte “razze umane”. I visi sono anche territori simbolici: per le maschere che vi applichiamo, per esempio. La diversità umana si rispecchia nei visi, ma anche l’unità profonda della nostra storia evolutiva vi ha lasciato le sue tracce. I volti umani – attuali e dei nostri antenati – che sono stati i protagonisti e, al tempo stesso, il filo conduttore della mostra “FACCE. I molti volti della storia umana” hanno anche offerto lo spunto per affrontare tematiche care all’antropologia, evidenziando come le frontiere di questa disciplina siano cambiate nel tempo.
LE CINQUE SEZIONI DELLA MOSTRA In occasione della chiusura della mostra prevista per domenica 13 dicembre le cinque sezioni della mostra “Guardiamo in faccia la diversità umana” che ha ricucito – attraverso i calchi dei principali ominini fossili e le loro ricostruzioni facciali, ricreate con appositi software forensi e presentate con tecnologie di realtà aumentata – il passato e il presente, “Una faccia, una razza? Non proprio” che ha spiegato l’inconsistenza scientifica del concetto di “razza umana”, “Volti dal passato” che ha “riconsegnato” i volti di Sant’Antonio, del beato Luca Belludi, di Francesco Petrarca, di Gianbattista Morgagni e del sacerdote egizio di età tolemaica, la cui mummia è conservata al Museo di Antropologia, “Lo specchio del viso” che ha affrontato il tema dello studio scientifico dei visi, e “Dalla faccia alla maschera: il viso simbolico” che ha esposto le maschere più significative del Museo di Antropologia, provenienti da differenti collezioni etnografiche di tutto il mondo, saranno illustrate dalle ore 15.30 dal curatore della mostra, Nicola Carrara, che accompagnerà i visitatori lungo il percorso espositivo. Inoltre tutti i visitatori, dalle 10.00 alle 18.00, potranno entrare con il biglietto ridotto di € 5 (a meno di non aver diritto a ulteriori riduzioni). (red – 11 dic)