Roma, 16 dic – “Si tratta di un intervento di importanza strategica in cui i lavori di manutenzione verranno protetti da forze italiane e da peshmerga curdi in una zona del Kurdistan iracheno molto vicina all’area controllata da Daesh”. Così il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in una intervista al Corriere della Sera, sull’annuncio di Renzi di invio di 450 soldati a protezione della diga di Mosul in Iraq, nell’ambito della coalizione anti-Isis. E su un maggiore impegno nella lotta ai jihadisti sul fronte libico precisa: “Lo faremo nella misura che ci verrà richiesta dalla comunità internazionale e dalla Libia. Saremo in prima fila anche per motivi legati alla storia, alla geografia e all’attualità, quella delle migrazioni e delle minacce terroristiche. Ma se il processo non riuscisse ad andare avanti con la rapidità e la solidità necessarie, non siamo indifesi: possiamo far fronte lo stesso a queste minacce”.
(red)