Come ampiamente previsto alla vigilia, la Camera ha respinto con 373 voti contrari e 129 voti a favore, la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle nei confronti del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi e relativo al suo presunto conflitto d’interessi nel salvataggio da parte del governo di Banca Etruria, di cui il padre della Boschi era vicepresidente. Una mozione che, alla prova di fatti “si è trasformata in un vero e proprio boomerang” ha detto da Bruxelles il premier Matteo Renzi. Alla Camera la Boschi è intervenuta personalmente per chiarire che “mio padre, come tutti gli altri membri del consiglio di amministrazione, ha perso il proprio incarico, è stato destituito con il commissariamento voluto dal nostro Governo su richiesta di Banca d’Italia. In tutta onestà voglio chiedere a quest’Aula: dov’è il favoritismo nell’aver fatto perdere a mio padre l’incarico, così come tutti gli altri consiglieri di amministrazione hanno perso il proprio incarico?”.
“DOV’E’ IL FAVORITISMO?”. Ma c’è di più, spiega la Boschi: “Mio padre, è già stato detto, è stato al pari degli altri membri del consiglio di amministrazione, dei membri del collegio sindacale, del direttore generale, sanzionato da Banca d’Italia e ha pagato una multa di 144.000 euro. Vorrei chiedere, in tutta onestà, dov’è il favoritismo nella sanzione di Banca d’Italia verso mio padre? Io sono orgogliosa di mio padre e sono orgogliosa di far parte di un Governo che esprime un concetto molto semplice: chi sbaglia deve pagare, chiunque sia, senza differenze. Se mio padre ha sbagliato deve pagare, su questo io non ho dubbi perché nell’Italia che stiamo ricostruendo non c’è spazio per il favoritismo, non c’è spazio per i quei pesi e le due misure. Ma se mio padre ha sbagliato non lo giudica il tribunale dei talk show o di una parte delle opposizioni che preferisce strumentalizzare la vita e a volte la morte delle persone piuttosto che cercare di risolvere i problemi. Resta la verità dei fatti: mio padre è stato commissariato dal Governo ed è stato sanzionato da Banca d’Italia. Non c’è nessun favoritismo nella nostra Italia”. Alessandro Di Battista, nel suo j’accuse, era stato molto duro: “Il dottor Boschi è stato nominato vice presidente un mese dopo che la figlia è diventata ministro pensate di prendere in giro il Paese con il vostro doppiogiochismo. Quello della Boschi è un conflitto d’interessi grande non quanto una casa, ma quanto una banca”.
(PO / Sis – 18 dic)