Washington – Ada Lovelace, la prima donna al mondo a programmare computer che non ha visto riconosciuto per intero il suo contributo allo sviluppo dell’informatica, sarebbe stata fiera di loro. Sono le 25 donne che si sono distinte nel 2015 in un ambiente considerato doppiamente maschile, quello dell’ingegneria in generale e quello della robotica in particolare, e che grazie al loro contributo ha fatto registrare significativi progressi nella ricerca. In questo elenco stilato da RoboHub – grande comunità virtuale e globale che comprende migliaia di scienziati, a margine di Icra 2015, importante appuntamento scientifico ospitato per il 2015 negli Usa – figurano due scienziate italiane: Cecilia Laschi dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Barbara Mazzolai dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova, che hanno lavorato insieme e che, tuttora, collaborano. Infatti, Barbara Mazzolai ha iniziato la carriera proprio alla Sant’Anna ed è ora la coordinatrice del Centro di Micro-BioRobotica di Itt a Pontedera (Pisa), ospitato nello stesso complesso dell’Istituto di BioRobotica, il Polo Sant’Anna Valdera. La vicinanza è soprattutto di tipo scientifico: Cecilia Laschi ha coordinato il progetto di “robotica ispirata al polpo” che ha portato al primo “robot soft” e Barbara Mazzolai è la responsabile del “progetto Plantoide”, per lo sviluppo del primo robot al mondo ispirato alle piante. (9colonne)