Con 162 voti favorevoli e 125 contrari, l’Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente la Legge di stabilità 2016. In conseguenza delle nuove misure di spesa introdotte alla Camera, l’indebitamento netto aumenta dal 2,2 al 2,4 per cento nel 2016 e il saldo netto di finanziare sale a 35,4 miliardi. Resta confermato l’obiettivo del pareggio strutturale di bilancio nel 2018. Il testo approvato oggi recepisce le modifiche effettuate alla Camera, che ha introdotto misure per la sicurezza per 2,6 miliardi (fondo per il potenziamento della sicurezza cibernetica, fondo per l’ammodernamento delle dotazioni delle Forze dell’ordine, fondo per interventi contro la minaccia terroristica, bonus di 80 euro per il personale, credito d’imposta per installare impianti di allarme e videosorveglianza); ha inoltre potenziato le misure per la cultura (fondo di 500 milioni per la riqualificazione delle aree degradate, fondo integrativo per le borse di studio, card per i diciottenni per l’acquisto di libri, l’accesso a musei e la fruizione di spettacoli). Introdotte inoltre le norme del decreto salva banche, che prevedono l’istituzione di un fondo per la tutela degli obbligazionisti subordinati; il pacchetto per il Sud (credito d’imposta con tetti per gli investimenti e riserva del 20 per cento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese).
TRA LE ALTRE MISURE PREVISTE, la riduzione al 50 per cento (in luogo dell’esenzione introdotta al Senato) della base imponibile IMU per gli immobili dati in comodato d’uso ai figli o ai genitori; le nuove regole per la finanza degli enti territoriali che segnano il passaggio dal patto interno di stabilità al principio dell’equilibrio di bilancio sulla competenza rafforzata; l’attenuazione dei tagli alle province; l’accelerazione della spesa dei fondi europei per investimenti pubblici; la compensazione delle cartelle esattoriali per le imprese titolari di crediti esigibili nei confronti della pubblica amministrazione; lo sblocco di assunzioni nella sanità; il prelievo unico erariale al 17 per cento sui giochi e il divieto assoluto di pubblicità sulle tv generaliste dalle ore 19 alle 22; la deducibilità del costo del lavoro dall’imponibile Irap nel limite del 70 per cento per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno 120 giorni. Una legge che secondo la relatrice di maggioranza Magda Zanoni “è la manovra di politica economica più espansiva dal 2001. E’ una scelta di grande forza per sostenere la ripresa e per recuperare in tempi rapidi i livelli pre-crisi di reddito e di occupazione, Un fattore per noi importante e distintivo è l’aver associato alle misure tipiche per rafforzare la sicurezza, in considerazione dei gravi episodi di terrorismo, gli interventi per la difesa dei valori culturali pilastro della nostra società, con provvedimenti per l’ arricchimento culturale dei nostri giovani”.
LE CRITICHE – Critico invece il relatore di minoranza Antonio D’Alì (Forza Italia), per il quale “la riduzione della spesa pubblica, che dovrebbe ammontare a circa 9,5 miliardi di euro, è ancora del tutto indeterminata e, come sempre, in ragione delle dinamiche che sta prendendo, non darà risultati in questi termini. Sugli esodati non si è detto nulla e, anzi, sono stati rigettati tutti gli emendamenti che abbiamo presentato per risolvere completamente la triste parentesi della nostra storia previdenziale. Sui pensionati tutte le televisioni (che ricevono non pochi vantaggi con questo provvedimento) si premurano di evidenziare i 100 euro di differenza l’anno per ogni famiglia, come se fossero la soluzione a tutti i problemi sociali del nostro Paese. Sui pensionati l’estensione da 7.750 a 8.000 euro della no tax area è veramente qualcosa che mi vergognerei pure a propagandare. La nostra proposta di elevare a 1.000 euro le pensioni minime, con la previsione di un incremento medio di oltre 200 euro al mese, sono invece state rigettate”. (Sis – 22 dic)