Strasburgo, 23 dic – L’associazione radicale Certi Diritti comunica la trasmissione alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del primo di un gruppo di ricorsi contro l’Italia causati dalla perdurante assenza di ogni forma di riconoscimento delle unioni omosessuali. A cinque mesi dalla conclusione della mobilitazione di Certi Diritti “con la storica sentenza della Corte Europea che condanna l’Italia in quanto non riconosce alle coppie dello stesso sesso il diritto umano fondamentale alla vita famigliare – si legge in una nota -, lo Stato italiano continua a violare l’art. 8 della Convenzione europea per i diritti umani. Fino a che il Parlamento non rimedierà, ogni coppia potrà chiedere alla Corte di Strasburgo che l’Italia sia condannata e ottenere un congruo risarcimento”. Grazie a Ottavio Marzocchi, già presidente di Certi Diritti, e Joaquim Nogueroles Garcia, nonché all’avvocato Alexander Schuster, dice Yuri Guaiana, segretario di Certi Diritti, “apriamo la strada alle famiglie, a tutte le associazioni LGBTI e agli avvocati che vorranno dare corpo a una sorta di ricorso collettivo per il riconoscimento del diritto alla vita famigliare per tutte e tutti”, “man mano che i ricorsi aumenteranno, il colpevole immobilismo del Parlamento Italiano avrà un costo sempre maggiore. Il conto alla rovescia è cominciato”.
(PO / red)