“Chi fa questo mestiere non pensa ai beni o ai mali di questo Paese, ma solo a far ridere. Il comico per una battuta si venderebbe l’anima. Poi se la battuta è azzeccata, nel senso che muove da una realtà tangibile e familiare a tutti, è più efficace. Io però non voglio fare analisi sociologiche sul nostro Paese, sul posto fisso, sul degrado, sul berlusconismo, su tutto quello che hanno scritto in questi giorni. Io e Gennaro Nunziante (regista e coautore del film, ndr) vogliamo solo far passare un’ora e mezza a ridere. Ringrazio per le analisi, sono veramente lusingato dagli articoli, Celentano ne ha parlato, Muccino ha scritto su Facebook un post lusinghiero più lungo della sceneggiatura del mio film, però la questione è molto più semplice: il comico fa ridere ed evidentemente c’è riuscito”: lo dichiara Checco Zalone ai microfoni di RTL 102.5, commentando il successo del film “Quo vado?”. Il film, prodotto da Pietro Valsecchi per Taodue film e distribuito da Medusa, nel primo weekend in sala è stato visto in sala da più di 3 milioni di spettatori con un incasso di oltre 22 milioni di euro.
FAR RIDERE IL PUBBLICO DI OGGI È PIÙ COMPLICATO: “Sì, hanno internet, c’è una nuova cifra che è molto più immediata e veloce della rete – sottolinea l’attore -. Ci sono gli sketch, ci sono un sacco di ragazzi che fanno anche cose molto interessanti. Portare un nuovo linguaggio in un film è difficile, devi essere più veloce. Rispetto alla commedia degli anni ’80, anche a quella degli anni ’60, che era sicuramente più interessante perché dietro c’erano veri intellettuali come Risi o Sonego, ora cambia il montaggio, l’immediatezza. Bisogna essere, ahimè, molto più brevi ed efficaci, infatti non riusciamo a fare un film più lungo di 83 minuti. Siamo partiti da due ore, una palla incredibile, ci volevamo ammazzare, poi al montaggio tagliuzziamo qui e lì”. Riguardo alle reazioni al suo film, Zalone afferma: “Voglio ringraziare quelli che mi dicono ‘grazie’, ma anche gli indignati, perché siamo un popolo di indignati, anzi, soprattutto loro, perché fanno scaturire curiosità e quindi la gente va al cinema. Grazie indignati. Non puoi essere simpatico a tutti, anzi quando c’è questo consenso quasi plebiscitario, paradossalmente, senti l’esigenza di ritornare a terra e di trovare qualcuno a cui stai sulle balle, altrimenti potrei avere manie di onnipotenza. Continuate ad indignarvi che io sono contento”.
RENZI: HO RISO DALL’INIZIO ALLA FINE – “Ho visto il film di Checco Zalone con i miei figli, che conoscono a memoria tutte le battute dei suoi film. Io ho riso dall’inizio alla fine”: lo afferma il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in un’intervista alla Stampa. E il dibattito che ne è sorto? Se è di destra, di sinistra, di centro, insomma? “Sorrido di fronte a certi cambi di atteggiamento – risponde il premier -: fino a ieri era un reietto, volgare, snobbato da certi intellettuali”. “Non entro nel dibattito – conclude Renzi -. Dico che Zalone è un uomo molto intelligente, e che l’operazione di lancio del film è un capolavoro, geniale. In sala c’era gente normale, che si è divertita. E i professionisti del radical-chic, che ora lo osannano dopo averlo ignorato o detestato, mi fanno soltanto sorridere”. (Red – 4 gen)