(5 gennaio 2016) Prenderà il via l’8 gennaio e chiuderà i battenti il 14 l’Italian Film Festival di Vancouver: la manifestazione propone annualmente il meglio del cinema italiano contemporaneo e i grandi classici della nostra cinematografia. Ad aprire l’evento canadese sarà la pellicola “Latin Lover” di Cristina Comencini che vede protagonisti Francesco Scianna, Valeria Bruni Tedeschi, Marisa Paredes e la grande Virna Lisi. Con “Latin Lover” Cristina Comencini è tornata sul grande schermo proponendo al pubblico un’emozionante commedia corale che segna l’ultima apparizione cinematografica di Virna Lisi al fianco di un cast internazionale. Protagonista del film è Saverio Crispo (Scianna): un grande attore del cinema italiano. Le sue quattro figlie, avute da mogli diverse in altrettante parti del mondo, venute a conoscenza della sua morte si radunano nella grande casa del paesino pugliese dove l’attore è nato. La figlia italiana con il compagno di cui è fidanzata clandestina. La figlia francese, con il più piccolo dei tre figli avuti da tre padri diversi. La figlia spagnola, l’unica sposata, con un marito impenitente traditore. E l’ultima figlia svedese che il padre non l’ha quasi mai visto. Arrivano anche le due vedove, la prima moglie italiana che se lo è ripreso e curato in vecchiaia, e l’attrice spagnola che lo ha sposato ai tempi dei western all’italiana. Nessuna delle figlie ha conosciuto veramente il grande padre che ognuna ha mitizzato e amato nelle epoche diverse della sua trionfale carriera. Nel mezzo dei festeggiamenti, quando ancora è attesa la quinta figlia, l’americana riconosciuta con la prova del Dna, irrompe invece Pedro del Rio, lo stunt che pare conoscere l’attore meglio di chiunque altro. Tra conferenze stampa, proiezioni, rivelazioni notturne di segreti, le donne del grande divo rivaleggiano, si affrontano, in un crescendo di emozioni e situazioni tragicomiche. A Vancouver, durante il festival, sarà allestita anche una mostra fotografia del making of della pellicola “Le Mille e una Notte” di Pier Paolo Pasolini. (red)