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La musica di Gabriele Ciampi
da Obama a Mattarella

it@withub.it by it@withub.it
5 Gennaio 2016
in Archivio BigItaly focus, News BigItaly focus HP
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(5 gennaio 2016) I sogni, specie quelli americani, si sono realizzati. Almeno per lui: Gabriele Ciampi, è stato il primo compositore italiano a dirigere la propria musica alla Casa Bianca per il White House Holiday Tour e il primo compositore italiano classico/contemporaneo con meno di 40 anni ad aver avuto l’onore di esibirsi in questa prestigiosa occasione. Oggi si dice felice, entusiasta, soddisfatto ed è pronto, dopo aver conquistato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e la First Lady Michelle in un esclusivo concerto che si è tenuto lo scorso 8 dicembre alla Casa Bianca, ad esibirsi in Italia: l’appuntamento è mercoledì 6 gennaio all’Auditorium Parco della Musica di Roma (Sala Petrassi – ore 18 – biglietti 15 euro). Ciampi dirigerà l’ensemble di 30 elementi della sua CentOrchestra: “Il ritorno a casa è sempre una grande emozione. Quando ho ricevuto da Musica per Roma la proposta di realizzare questo concerto, si è avverato un altro sogno: poter ripetere l’esperienza americana anche nel mio Paese e nella mia città. Sarà un piacere suonare per il mio pubblico: sono italiano e amo suonare in Italia”. Il programma del concerto sarà composto da una prima parte cameristica, dalla Suite per chitarra e orchestra e, in prima esecuzione assoluta, dalla versione integrale del Concerto per Pianoforte in LA maggiore dedicato alla First Lady Michelle Obama. “E’ lo stesso programma fatto alla Casa Bianca, un’ora e mezza di musica originale – racconta Ciampi – da parte mia c’è grande entusiasmo perché suonare a Roma ha sempre un sapore diverso”. Dell’esperienza a Washington il maestro ha ancora l’emozione addosso (“che rimane dentro perché irripetibile”): “Ancora oggi – racconta – ci penso e mi dico: guarda un po’ dove ho suonato”. Momenti indimenticabili accompagnati da stupore, meraviglia e un pizzico di sorpresa: “La Casa Bianca? La immaginavo più grande specie se la metti a confronto con il Quirinale. Tuttavia, il solo fatto di entrare nel foyer dove Ronald Reagan danzò con Diana, stare accanto allo Studio Ovale, suonare ed essere circondati da grandi personalità del mondo della politica e della cultura (tutti passavano da una stanza all’altra per ammirare le decorazioni natalizie) in un ambiente luminoso, affascinante, perfetto è qualcosa che credo non potrò mai dimenticare. Per certi versi una situazione surreale che mi ha dato però una grande carica. Non c’è stata la tensione di un teatro – continua Ciampi -, è stato come suonare in una salone di una casa. Certo una casa con inquilini speciali: una sensazione sicuramente irripetibile. Per quanti concerti si possano fare non ci sarà mai una casa più prestigiosa. Spero di tornarci, nel dubbio il muro io l’ho toccato”. “Prima del concerto – aggiunge l’artista romano – certo non è mancata la tensione: in un teatro sai cosa ti aspetta, lì, invece, fino all’ultimo hanno tenuto tutto molto segreto”. Il rapporto tra Ciampi e la Casa Bianca è iniziato tuttavia già qualche tempo fa: “Nel 2012, quando il pianista David Osborne ha eseguito il mio concerto per pianoforte e orchestra, che ho proposto anche in anteprima mondiale a Milano, davanti al Presidente e alla First Lady, proprio durante un evento del White House Holiday Tour – racconta il Maestro Gabriele Ciampi – Ho sempre considerato gli Stati Uniti come la terra delle opportunità, dove tutto è possibile se si lavora duro. A seguito della pubblicazione in America del mio CD The Minimalist Evolution, ho scritto direttamente alla First Lady una lettera allegando una copia del mio album. Dopo qualche mese ho ricevuto una risposta del tutto inaspettata, con apprezzamenti sulla mia musica e con l’invito ufficiale a presentare un programma da concerto per uno degli eventi del White House Holiday Tour. E inaspettatamente dopo altri 2 mesi sono stato contattato dallo Staff Presidenziale con la conferma della data della performance per il giorno 8 dicembre 2015. Tra le motivazioni della scelta sono stati considerati diversi elementi, tra i quali il fatto di essere un compositore italiano che dirige musica originale (figura che qui in America è molto rispettata) e l’aver ricevuto la Green-Card dal governo americano, proprio per extraordinary ability nel campo musicale”. Ciampi parla dell’esperienza in America anche come “un segnale importante per il nostro Paese” e si augura “che anche altri italiani abbiano la possibilità di suonare su quel palco”: “Su 5 mila artisti hanno scelto un compositore italiano. Una conferma del fatto che la nostra musica è valorizzata all’estero. Oggi in Italia però la situazione della musica non è delle migliori. Il fenomeno commerciale ha il predominio: si creano dei personaggi da lanciare sul mercato a discapito della qualità. In America, invece, si cerca chi ha qualcosa davvero da dire. Io credo davvero che si dovrebbe fare un passo indietro: tornare al passato, staccarsi dalla tecnologia e utilizzare carta e matita per scrivere. Puntare sulla tradizione. Per essere innovatori bisogna conoscerla”. Dopo la tappa a casa Obama e l’appuntamento all’Auditorium un altro presidente si prepara ad ascoltare il maestro: nel 2016 Ciampi presenterà un concerto al Quirinale dedicando la musica da lui composta e diretta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Suonare per il mio presidente? Sarà tutta un’altra musica!”. (Gil)

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