Roma, 18 apr – A rappresentare la discrimionazione di genere, secondo il WeWorld Index, è il Nepal dove al 37% delle bambine è imposto un matrimonio combinato prima dei 18 anni e al 10% prima del compimento dei 15 anni. Il Brasile invece diventa significativo per la barriera della violenza sociale e intrafamigliare, i dati più recenti dell’IPEA (2017) infatti sono allarmanti: in alcuni stati del Paese i tassi di omicidio sono il doppio della media nazionale (58,1% nel Sergipe, 46,7% nel Ceará) mentre le donne uccise dal proprio marito sono state 4.621 nel 2015. Infine è l’Italia a rappresentare l’ereditarietà della povertà educativa, qui infatti solo l’8% dei giovani figli di genitori senza diploma di scuola superiore si laurea, rispetto al 68% di laureati provenienti da famiglie in cui entrambi i genitori hanno conseguito un diploma di laurea. Dall’analisi di WeWorld Onlus emerge inoltre che la dispersione scolastica nel Mezzogiorno è superiore al 20%, e che 1.292.000 di ragazzi under 18 vive in condizioni di povertà. Inoltre il 9,4% della popolazione studentesca con cittadinanza non italiana è 3 volte più a rischio di dispersione rispetto ai coetanei. “Dalla nostra analisi emerge che l’educazione è una precondizione necessaria alllo sviluppo economico e quindi all’aumento del tasso di inclusione di un Pese – conclude Chiesara – come confermano infatti i dati UNESCO dello scorso anno, in caso di completamento della scuola secondaria conteremmo 400 milioni di poveri in meno nel mondo; e l’Italia non è da meno, il superamento della dispersione scolastica potrebbe avere un impatto sul PIL nazionale di diversi punti percentuali, fino al 6%”. (PO / red)