Toronto, 3 dic – “Anche la comunità italiana di Toronto non ci sta ed è corsa in aiuto a quella di Edmonton. Un coro unanime da Ovest ad Est contro il governo italiano e il ministero degli Affari Esteri per far capire che il Canada non è un Paese di serie B. Un coro che ha già raccolto diecimila firme. Gli uffici del Consolato d’Italia a Toronto, come quelli nel resto del Paese, sono stati invasi ieri da una protesta per quella che la Farnesina ha definito una “ristrutturazione” della rete consolare all’estero”. E’ alta, secondo quanto scrive il Corriere Canadese, la mobilitazione delle comunità italiane contro l’annunciato ridimensionamento del consolato italiano di Edmonton. “A farne le spese il consolato di Edmonton – si legge nell’articolo del Corriere Canadese – che con ogni probabilità entro l’estate prossima chiuderà le sue porte. O meglio, sarà ridotto a un semplice sportello consolare che si appoggerà al consolato di Vancouver. Una ristrutturazione che si è trasformata nella maggior parte dei casi in riduzione del personale. Una protesta contro l’atteg-giamento da tanti considerato “ostile” da parte del governo italiano nei confronti della comunità italocanadese. Un’occupazione simbolica organizzata da Carlo Consiglio, consigliere del Cgie e responsabile del Comitato Tricolore in Canada, che giovedì ha partecipato a un incontro con l’ambasciatore italiano a Ottawa Gabriele Sardo e che ha consegnato nelle mani del console generale Emanuele Punzo un documento sotto-scritto da tutti i consiglieri del Cgie, dal Comites (presente il vice presidente Luigi Ripandelli), dai patronati e che ha trovato l’adesione dei parlamentari eletti all’estero.
(Sis)