(22 gennaio 2016) Riannodare i legami, messi alla prova dalla difficile situazione libica, tra la rete Copeam (Conferenza Permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo) e la televisione pubblica libica, che è tra i fondatori dell’associazione: tutto questo è stato al centro dell’incontro a Roma tra il segretario generale della Copeam, Pier Luigi Malesani e il presidente dell’emittente nordafricana, Haitham Kamouka. Malesani ha ricordato il recente progetto di formazione sostenuto dal ministero degli Affari esteri italiano, un’iniziativa che aveva portato a Roma un gruppo di giornalisti libici per tre settimane per effettuare attività di formazione in Rai e presso l’Università “La Sapienza”. Il presidente Kamouka ha voluto ribadire il ruolo super partes dell’emittente pubblica Lnc (Libyan National Channel): “Noi non siamo parte della disputa. Essendo una istituzione nazionale, la nostra missione è quella di riflettere tutte le opinioni e dar voce a tutto il popolo libico. Vogliamo anche migliorare l’immagine del paese: nonostante nessun cittadino libico si sia macchiato di crimini violenti fuori dal Paese, il caos in cui siamo caduti ha creato pregiudizi che si riflettono, ad esempio, nella rigida politica dei visti cui i libici sono sottoposti in molti paesi. La nostra televisione ha bisogno del sostegno tecnico e formativo da parte dei nostri partner per poter adempiere ai nostri doveri”. Nel rinnovare l’invito alla prossima Assemblea generale di Copeam, prevista in Corsica dal 7 al 9 aprile, Malesani si è detto convinto che quello sia il contesto ideale per dare un’informazione più realistica della Libia alla presenza di tutte le televisioni e radio del Mediterraneo. Malesani ha dichiarato che “la Tv pubblica libica si deve impegnare affinché passi definitivamente da televisione di stato a servizio pubblico per tutti i cittadini”. (Red)