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FRANE E INONDAZIONI:
18 I MORTI NEL 2015

it@withub.it by it@withub.it
25 Gennaio 2016
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È stato pubblicato sul sito Polaris, curato dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpi-Cnr) di Perugia (www.polaris.irpi.cnr.it), l’ultimo ‘Rapporto periodico sul rischio posto alla popolazione italiana da frane e inondazioni’, che contiene tra l’altro elenchi, statistiche ed analisi sugli eventi geo-idrologici causa di danni diretti alla popolazione nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2015. Inoltre, per facilitare il confronto, nel Rapporto vengono illustrati i dati in riferimento agli eventi calamitosi nei cinque e nei cinquanta anni precedenti.

18 MORTI, 25 FERITI E 3.500 SFOLLATI – “Nel corso dell’anno appena concluso, 106 frane e 33 inondazioni hanno causato in Italia 18 morti, 25 feriti e oltre 3.500 tra sfollati e senzatetto. Tali eventi hanno colpito 88 comuni, distribuiti in 19 regioni, tra cui quelle con maggior numero di morti sono: Veneto (3), Emilia-Romagna (2) e 1 disperso. Nel corso del 2014, 225 frane e 74 inondazioni avevano causato 33 morti, 46 feriti e oltre 10.000 tra sfollati e i senzatetto”, dice Paola Salvati dell’Irpi-Cnr. Durante il 2015, i principali eventi meteo-climatici con danni alla popolazione si sono verificati nei mesi di agosto, settembre e ottobre. “Il 4 agosto a San Vito di Cadore (BL) un violento nubifragio ha innescato una colata di detrito che ha investito il parcheggio della seggiovia causando tre morti, un ferito e alcuni sfollati”, precisa la ricercatrice. “Fra il 13 e il 14 settembre una forte perturbazione ha colpito l’area al confine tra Liguria ed Emilia-Romagna, provocando frane e inondazioni in Val Nure e Val Trebbia in provincia di Piacenza: a Bettola, due persone hanno perso la vita, una risulta dispersa e un’altra ha riportato serie ferite, gli sfollati sono stati più di cento. Fra il 13 e il 15 ottobre le piogge hanno interessato diverse aree dell’Italia centro-meridionale, determinando diffusi fenomeni di dissesto geo-idrologico in Lazio, Abruzzo e Campania, dove tre persone hanno perso la vita e alcune centinaia hanno dovuto abbandonare le proprie case. Particolarmente colpita Benevento”.

I RISCHI PER LA POPOLAZIONE – “I dati del 2015 indicano quanto le condizioni di rischio per la popolazione restino diffuse, anche se il numero di morti è stato inferiore ai 33 del 2014 e sotto la media nazionale dell’ultimo quinquennio”, commenta il direttore dell’Irpi-Cnr, Fausto Guzzetti. “Nel quinquennio 2010-2014 gli eventi geo-idrologici hanno causato 145 morti (29 l’anno di media), 2 dispersi, 205 feriti e oltre 44.500 tra sfollati e senzatetto. Tra il 1965 e il 2014 hanno perso la vita quasi duemila persone a causa di frane (1279) e inondazioni (717), circa 40 l’anno, oltre a 66 dispersi, 2.550 feriti e oltre 434.000 sfollati e senzatetto”. Nel sito Polaris dell’Irpi-Cnr sono pubblicati approfondimenti ed è inoltre presente la sezione ‘Sei preparato?’, che contiene indicazioni su cosa fare e non fare prima, durante e dopo un’alluvione. “Semplici norme di comportamento che possono contribuire a ridurre i danni causati da eventi geo-idrologici e soprattutto possono salvare la vita”, conclude Guzzetti. (Red – 25 gen)

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