Roma, 26 gen – In Slovenia è stata lanciata la Macroregione alpina: sette Paesi coopereranno per creare ricchezza e occupazione. In una intervista ad Affaritaliani.it Roberto Maroni, presidente della Lombardia e coordinatore delle altre otto regioni coinvolte nel progetto, sottolinea che “c’è giá una grande sinergia tra le otto regioni italiane che Milano coordina e i benefici che porterá saranno per tutti i cittadini”, “questa Europa non funziona. Una Europa fatta da 28 Paesi, con 28 commissari, non ha senso” mentre con Eusalp “si ragiona per aree omogenee, che hanno gli stessi problemi e richiedono gli stessi interventi” e “le macroregioni possono anche regolare e governare i processi sociali, come l’immigrazione. In Italia uno straniero può entrare se ha diritto di chiedere asilo o se ha un contratto di lavoro. Un’area omogenea può regolare meglio questi rapporti economici”. La Regione Lombardia é presidente del primo gruppo di azione, quello su Innovazione e Ricerca, come mai questa scelta? “Abbiamo fortemente voluto questa presidenza perché la Lombardia è una regione all’avanguardia in questi settori. Abbiamo dieci milioni di abitanti, 800mila imprese, 13 università, 500 centri di ricerca pubblici e privati. La Lombardia produce un quarto del Pil italiano e con Expo ha dimostrato che l’Italia riesce, quando lavora insieme, a raggiungere obiettivi ambiziosi”. Riuscirete a fare squadra? “Il punto cruciale é proprio questo. L’Italia è bravissima a dividersi, ma difronte ad una opportunità come questa dobbiamo essere uniti, regioni ordinarie e a statuto speciale, a guida centrodestra o centrosinistra”. E conclude: “Anna Giorgi, che coordina l’action group, ha già l’incarico di coordinare in settimana una riunione per portare risultati concreti. Noi ci impegniamo perché la Macroregione generi ricadute positive nel più breve tempo possibile”.
(red)