Roma, 29 gen – “Mentre i nostri pensionati in Venezuela sono alle prese con il dramma delle pensioni quasi azzerate ed i conseguenti e gravi disagi economici ed umani, continua da mesi lo stucchevole balletto delle responsabilità tra ministeri ed enti competenti che si sono impegnati a trovare una soluzione ‘giusta e tempestiva’ al problema. Tuttavia in seguito anche ai nostri numerosi, multiformi e pressanti interventi, ci sembra di capire che la questione sia all’ordine del giorno del Governo e che il Ministero dell’Economia stia effettuando, purtroppo con la lentezza che caratterizza da sempre i nostri apparati burocratici, una serie di conclusive verifiche, presso Inps, Ministero del Lavoro e Banca d’Italia, sulla fattibilità delle proposte relative all’utilizzo di un cambio parallelo (ancorché sempre ufficiale) della valuta italiana in bolivares e dei relativi costi da affrontare”: lo afferma Fabio Porta, presidente del Comitato italiani nel mondo della Camera. “E’ da tempo – continua – che la comunità italiana in Venezuela chiede alle Stato italiano di considerare una priorità l’adozione di un sistema di cambio per le pensioni pagate in Venezuela che non penalizzi i nostri pensionati ivi residenti e che tenga conto del reale potere d’acquisto del bolivar, delle pensioni venezuelane artificialmente rivalutate negli ultimi anni dal Governo venezuelano e dell’elevato tasso di inflazione anch’esso causa di una crescente sopravvalutazione del tasso di cambio reale. I nostri pensionati in Venezuela sono esasperati e, data la precaria situazione socio-economica in quel Paese, la maggioranza di loro con la perdita delle prestazioni assistenziali (trattamento minimo, maggiorazioni sociali, assegni familiari) ha anche perso la serenità e il reddito di sussistenza”. (Red)