Il patrimonio d’arte italiano all’estero contribuisce alla proiezione del Belpaese nel mondo. Con l’obiettivo di valorizzarlo al meglio è stato avviato un censimento di circa 1.280 opere d’arte ospitate in otto sedi diplomatiche italiane all’estero (Berlino, Dublino, Lisbona, Londra, Parigi, Praga, Stoccolma e Vienna), i cui risultati sono stati racchiusi nel volume “Tesori dalle ambasciate”. Una catalogazione frutto della collaborazione tra il ministero degli Affari esteri e il ministero dei Beni culturali e che ha dato vita al volume curato da Paola Mangia ed edito da Gangemi. “Le Ambasciate sono lo specchio dell’Italia che anticipa e comunica la bellezza italiana” commenta il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, durante la presentazione del volume.Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini: “Le Ambasciate sono la vetrina dell’Italia, dove si svolgono molti eventi culturali”.
IL TESTO è diviso in otto sezioni, una per Ambasciata, dove si ritrova una prima parte a carattere storico, che comprende la scheda introduttiva sul palazzo, di per sé un “contenitore” monumentale ospitante la sede diplomatica, e la storia delle collezioni, ricostruita sui documenti d’archivio e sugli inventari. Seguono le schede scientifiche di alcune delle opere più significative, recuperate dopo anni o riacquisite agli studi. Si è iniziato con otto ambasciate, quindi, ma “si può certamente fare di più”, è l’impegno di Gentiloni, affinché il censimento “venga allargato ad altre sedi, e non solo in Europa”.
LE SEDI DA VALORIZZARE – Il capo della diplomazia italiana sottolinea, infatti, “lo straordinario valore artistico di alcune Ambasciate come quella di Addis Abeba o di Brasilia”. C’è molto da “valorizzare in Europa e nel mondo – chiosa il ministro degli esteri -, alcune cose sono famosissime ma il volume fa vedere che anche in sedi meno conosciute ci troviamo di fronte a un patrimonio straordinario che vale la pena valorizzare e catalogare”. Il volume raccoglie anche l’elenco delle opere in deposito temporaneo, il Registro di tutte le opere d’interesse storico artistico, oggetto della catalogazione “Iccd”, i riferimenti documentari principali citati e, infine, la bibliografia. L’apparato delle riproduzioni si è avvalso principalmente delle campagne fotografiche eseguite durante le missioni e, nel caso di Parigi e Londra, di alcune riproduzioni da campagne fotografiche precedenti. (Sip – 1 feb)