Roma, 5 dic – “Anche Bertinotti ammette il fallimento; lo rintuzzano immediatamente Pecoraro Scanio e Rosy Bindi, contestandogli l’ingenerosità del giudizio; e Mastella non si lascia sfuggire l’occasione per esprimersi dicendo che il presidente della Camera non può e non deve dare voti al Governo. Invece, nemmeno lui, politico antagonista ma virtuoso, riesce a tacere dinanzi agli scollamenti evidenti della coalizione, nata per contrastare Berlusconi, ma alla resa dei conti incapace di soddisfare il popolo della sinistra”. Antonella Rebuzzi, senatrice di Forza Italia eletta in Europa nella circoscrizione Estero, evidenzia le polemiche interne alla maggioranza negli ultimi giorni, sorte dopo le valutazioni di Fausto Bertinotti sul lavoro del governo. “Sarebbe interessante che si esprimesse in tal senso anche il Presidente del Senato Marini, ex sindacalista giudicato di troppo larghe vedute, o intese . spiega la Rebuzzi – . Se poi si aggiungesse alle due alte cariche il Capo dello Stato Napolitano, massimo rappresentante delle nostre istituzioni, potremmo dire di aver fatto un terno al lotto, sulla ruota dell’Italia. E sperare nello scioglimento anticipato delle Camere. Sarebbe una gran prova di coerenza e un precedente utile per il futuro: perchè anche per Prodi non è stato facile il doppio ruolo di Don Camillo e Peppone; e non è detto che possa riuscirci Veltroni, il Giano bifronte vicino alla sinistra, “ma anche” alla destra. I cittadini vogliono messaggi chiari e distinti; vogliono una classe politica legittimata da un’ampia maggioranza; vogliono governi in grado di governare. In tal senso devono orientarsi i lavori in corso per una efficace riforma elettorale”.
(Sis)