Roma, 15 feb – Il suo post su Facebook è stata “solo una piccola precisazione” per “sottolineare che i fondi europei vinti da quelli come me non sono ‘per la ricerca italiana’, ma ‘per la ricerca fatta da italiani’”. Così, in una intervista a Repubblica, Roberta D’Alessandro, linguista in Olanda, diventata star sul web dopo aver polemizzato con il ministro Giannini. E aggiunge: “Ho fatto diversi concorsi per rientrare in Italia. E, guarda un po’, arrivavo quasi sempre seconda”, “ricevevo i complimenti della commissione. Cioè in molti casi era chiaro, ed era messo a verbale, che ero più qualificata di chi aveva vinto”, “una volta scrissero nel verbale che l’attività svolta all’estero non era quantificabile. Diventava un demerito. Quando invece è il contrario. Quindi quando ho sentito la frase orgogliosa del ministro sui ‘ricercatori italiani’ mi è salita la rabbia. Ma come: l’attività svolta all’estero non valeva allora per farmi vincere, e vale adesso per appropriarsi dei miei meriti?”. Quindi precisa: “Noi siamo di nazionalità italiana, ma molti di noi i fondi che l’Europa ci assegna per fare ricerca non li spendiamo in Italia” ad esempio “il mio progetto di ricerca è sul contatto linguistico tra le lingue degli emigrati italiani in America nel dopoguerra e le lingue romanze nel Sudamerica e Nordamerica. E’ un progetto che riguarda lingue come il veneto, il napoletano, il siciliano… La cosa importante però è che la competizione per vincere un finanziamento Erc è davvero spietata: ci sono soltanto 300 borse per tutte le discipline in tutta Europa. E ho vinto. Due milioni di euro”.
(red)