Roma, 17 feb – “La morte di Giulio Regeni ha squarciato il velo su una realta’ che per troppo tempo abbiamo voluto non vedere: sappiamo, e non da oggi, che come Giulio sono morti in questi anni migliaia di giovani egiziani, rapiti, torturati ed uccisi. Questa e’ la fotografia finalmente nitida che questa morte ci consegna dell’Egitto. Un Paese che si è svegliato dalla primavera del 2011 nell’inverno di una brutale dittatura militare che poco ha da invidiare alle peggiori dittature sudamericane. Eppure tutto questo è sempre stato lì, dall’altra parte del Mediterraneo, denunciato in questi anni da tutte le organizzazioni per i diritti umani internazionali da Amnesty a Human Rights Watch. In questi anni le piu’ alte istituzioni del nostro Paese sono andate a rendere omaggio al generale Al Sisi considerato un interlocutore importante ed affidabile. Possibile che nessuno si si sia accorto di cosa accadeva all’ombra delle piramidi?”. Lo afferma Sinistra Italiana, con Erasmo Palazzotto, vicepresidente della Commissione Esteri di Montecitorio: “In realta’ gia’ nel 2013 l’Europa, su impulso proprio del Governo Italiano e dell’allora Ministra degli Esteri Emma Bonino, – prosegue il vicepresidente della commissione esteri – aveva imposto all’Egitto l’embargo sulle armi leggere utilizzabili nella repressione interna. Nel 2015 pero’ il Governo Renzi ha autorizzato la vendita di 30 mila pistole e 1300 fucili per la dotazione proprio della polizia egiziana, la stessa che probabilmente ha torturato e ucciso Giulio Regeni. Perche’? Cosa e’ cambiato dal 2013? L’Egitto ha affrontato un processo di democratizzazione? A queste domande – insiste l’esponente di Sinistra Italiana – dovrebbe rispondere oggi il nostro governo per essere credibile nel rivendicare verita’ e giustizia per Giulio”.
(red)