Roma, 23 feb – Mario Giro, nuovo vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione Internazionale, spiega in una intervista al Corriere della Sera, che i Paesi chiave sui quali l’Italia deve proiettarsi sono “nel Mediterraneo, Tunisia e Libano. Aspettando di poter aiutare in Libia. E in Siria. Un’altra priorità è l’Africa Occidentale, incluso il Sahel, la nuova frontiera dell’Italia. Poiché in Libia non esiste ancora uno Stato vero e proprio, oggi noi siamo di fatto frontalieri con quei Paesi: Niger, Mali, Senegal. Poi il Corno D’Africa. Il Mozambico…”. Indica quindi i suoi prossimi viaggi: “Alle nostre frontiere: con il presidente Mattarella in Etiopia e Camerun, Paesi chiave dell’Africa, in particolare il Camerun mai visitato da leader italiani. E poi vorrei andare in Sud Sudan: non possiamo voltare lo sguardo mentre la guerra consuma la sua gente”. Evidenzia inoltre che in Senegal “la cooperazione italiana può rivelarsi cruciale contro l’integralismo. Supportiamo progetti di micro-imprese nel settore agroalimentare. Aiutando anche senegalesi che dopo essere stati in Italia sono tornati a casa. Una risposta alla crisi dei migranti da sostenere nel tempo”. Fuori dall’Africa indica poi “l’America Centrale. Cuba. I Balcani. La Birmania. In questi Paesi possiamo fare la differenza”.