Roma, 23 feb – La cooperazione in tre parole? “Pensiero, persone, pace. E’ come se avessimo davanti a noi l’atlante delle crisi nel mondo. Per navigarci serve un pensiero sul nostro ruolo, sapendo che l’Italia non è soltanto dentro i suoi confini ma anche fuori”. Così Mario Giro, nuovo vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione Internazionale, in una intervista al Corriere della Sera, nella quale sottolina l’importanza di “guardare in faccia le persone con cui costruire qualcosa. Per esempio i ragazzi che rischiano la vita in mare, quelle donne nelle campagne africane che vogliono avere una possibilità, i giovani che chiedono democrazia. Avendo la pace come obiettivo, come sviluppo, come tutto”. Evidenzia poi che “la nostra cooperazione viene da anni di decadenza. La prima inversione c’è stata con il governo Monti, quando il ministro Riccardi alzò il budget di 100 milioni. Renzi ne ha aggiunti 125 quest’anno, per un totale di 447 milioni. Nel 2017 se ne aggiungeranno 240, e nel 2018 altri 360. Ci siamo impegnati a non essere più ultimi tra i Paesi G7 per i fondi alla cooperazione”. Tra gli errori da non ripetere indica quindi la “troppa frammentazione negli interventi”.