Roma, 10 dic – “Con la legge Finanziaria 2008 continua l’impegno assunto dalla maggioranza per il risanamento ed il rilancio dell’economia del Paese, una economia che non si ferma certamente entro i confini nazionali ma vede come attori anche i nostri connazionali all’estero che rappresentano i migliori promotori del Sistema Italia nel mondo”. Così in aula l’onorevole Franco Narducci sull’Ici in Finanziaria. “Un sistema che come è stato segnalato più volte non può ritenersi compiuto se non presta attenzione al coinvolgimento e alla cooperazione con le comunità italiane residenti all’estero, nelle quali è sempre più ampia la presenza di imprenditori di origine italiana attivi nei Paesi che li hanno accolti. E’ quindi notevole e meritevole lo sforzo fatto dal Governo, che ha valutato positivamente le richieste mirate a sostenere tra l’altro l’imprenditoria dei connazionali nei Paesi di adozione. Ci attendiamo ora che si faccia tutto il possibile per individuare le misure per utilizzare, in sinergia con le imprese nazionali, le potenzialità che l’emigrazione italiana nel mondo ha creato.
Un altro fronte di fondamentale importanza per il nostro Paese e per le comunità italiane emigrate è senz’altro rappresentato dalla diffusione della nostra lingua e dalla valorizzazione del nostro patrimonio culturale ed artistico; si tratta di un fronte di grande significato per l’esteso ventaglio di opportunità che determina, dal turismo al successo del marchio Italia, ma anche per preservare e rafforzare il legame affettivo e culturale tra le due Italie. Le risorse destinate dalla Finanziaria a questo delicato versante forniscono risposte alle esigenze più immediate, ma occorre agire dare seguito all’attenzione manifestata e procedere risolutamente alle riforme legislative che si attendono da almeno un paio di decenni, presupposto indispensabile per far fronte strategicamente alle iniziative messe in campo dai Paesi che stanno puntando con notevole dispiegamento di mezzi a conquistare posizioni di primo piano in quello che oggi viene definito, con un brutto termine, il mercato delle lingue. Vi è sempre più consapevolezza, infatti, che in una logica integrata di promozione di un sistema Paese il patrimonio culturale e artistico rappresenti un valore aggiunto di primo piano che no può assolutamente essere tralasciato”. (Sis)