Davos – Prima i social media sono serviti a chiamare a raccolta i giovani egiziani in Piazza Tahrir per rovesciare il regime di Mubarak, oggi servono all’ISIS per reclutare nuovi terroristi dal Vecchio Continente. Se ne parlerà per la prima volta in Europa al World Communication Forum, che si terrà a Davos l’8-9-10 marzo con la partecipazione di esperti di comunicazione e informazione. Tra tutti saranno tre che si confronteranno sulla comunicazione nel mondo arabo: il marocchino Mustapha Khalfi, Ministro delle Comunicazioni e Portavoce del Governo, l’egiziano Sherwet Kafafy, Marketing & Communications Director di TAQA Arabia (Energy Company) e il marocchino Philippe Borremans, Strategy Director presso PR Media (Communication Agency). Il fenomeno ha numeri considerevoli. Dai 40 milioni di spettatori giornalieri* di Al Jazzera nei paesi arabi ai 150.000 siti internet** dove si predica la Jihād (nel 1997 si contavano sulle dita di una mano). Non si parla a sproposito, infatti, di cyber-guerra al Califfato se si pensa che quasi l’80% dei suoi militanti** sarebbero stati “avvicinati” attraverso i social media. (9colonne)