Trento, 7 mar – Si chiama Clean Roads ed è il progetto attraverso il quale si sperimenta, grazie alla tecnologia, una modalità nuova di gestione delle strade, in particolare dell’utilizzo del sale disgelante, per garantire la sicurezza di chi viaggia e tutelare l’ambiente. Apprezzamento per i risultati ottenuti, mentre si sta avviando alla conclusione prevista per il prossimo primo giugno, è stato espresso dagli ispettori della Commissione europea, che ha finanziato l’iniziativa, partita il primo settembre del 2012, per circa il 50%. Gli ispettori hanno fatto una serie di incontri con i tecnici del Servizio Gestione strade della Provincia autonoma di Trento e alcune visite sul campo, alla Casa Cantoniera di Lavis e alle sei stazioni di monitoraggio. La visita è coincisa con il lancio ufficiale del questionario finale, accessibile da www.clean-roads.eu, con cui gli utenti della strada possono ora esprimere la loro valutazione sull’applicazione che li ha informati in tempo reale sulle condizioni delle strade coinvolte nel progetto e soprattutto per dare indicazioni su come questo sistema potrà essere ulteriormente sviluppato in futuro. Clean-Roads è nato per affrontare il problema dell’inquinamento ambientale prodotto dall’utilizzo del sale disgelante utilizzato nella manutenzione stradale invernale in Trentino. Il sale ha infatti un possibile impatto negativo sull’ambiente ed è causa di fenomeni di corrosione sulle infrastrutture e sui veicoli. Il sale, oltre all’impatto negativo sull’ambiente, ha anche un costo. Nella sola provincia di Trento si spendono circa un milione e cinquecentomila euro all’anno in sale stradale. La rete di stazioni realizzata con il progetto fornisce informazioni sul contenuto salino presente sulle strade, sulla temperatura dell’ambiente, sulle precipitazioni, sul traffico, sulla qualità dell’acqua raccolta dalle strade. Questo sistema raccoglie le informazioni in tempo reale e le integra con dati meteorologici e previsioni sul breve periodo. Supporta quindi le decisioni partendo da una base certa, dalla fotografia della situazione reale. Se il progetto avrà successo la tecnologia, attualmente limitata per lo più alla zona nord della Val d’Adige, potrà estendersi.
(red)