(9 marzo 2016) E’ stato siglato nella sede dell’Ambasciata italiana di Buenos Aires, che si trova nel quartiere residenziale di Palermo, uno dei più eleganti della città, un’intesa tra la Regione Emilia-Romagna e la Provincia di Buenos Aires. Promozione e sviluppo economico con particolare riguardo a industria, agricoltura, turismo, ricerca scientifica e innovazione tecnologica, investimenti e cooperazione in ambito universitario e della formazione professionale: questi i punti salienti di una partnership che rafforzerà ulteriormente le collaborazioni e i progetti congiunti tra imprese, università e istituzioni delle due parti, anche con il coinvolgimento della comunità degli emiliano-romagnoli. Alla firma dell’accordo erano presenti il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, l’ambasciatrice in Argentina Teresa Castaldo e il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini. Da quasi un secolo il salone d’ingresso della residenza dell’Ambasciatore d’Italia è crocevia di incontri politici, sociali, economici e culturali. Lì, sotto lo sguardo attento e curioso della “Gentildonna” ritratta nel quadro appeso alla parete, si sono strette la mano centinaia di persone. E lo stesso è avvenuto questa volta per i rappresentanti dell’Emilia Romagna. Bonaccini e Ubertini alla guida di una delegazione istituzionale nel Paese sudamericano, hanno incontrato e discusso in questi giorni, con i tre ministri nazionali dell’Educazione, della Scienza, tecnologia e innovazione produttiva, della Salute, con il Governo della città di Buenos Aires e col rettore della sede argentina dell’ateneo bolognese. “In Argentina c’è grande interesse per le proposte della Regione e dell’Università di Bologna nel solco del grande interesse suscitato dalla recente visita del presidente del Consiglio, Matteo Renzi – ha sottolineato Bonaccini – la nostra missione punta a rafforzare la collaborazione tra due territori che possono reciprocamente arricchirsi su diversi fronti. In particolare, i settori dello sviluppo economico e della formazione possono davvero avere un forte impulso”. (red)