Roma, 11 mar – Il Forum Strategico Europeo sulle infrastrutture di ricerca (European Strategy Forum for Research Infrastructures – Esfri) ha presentato ieri ad Amsterdam la “ESFRI roadmap 2016”, strumento di riferimento per le comunità scientifiche e per i decisori politici degli Stati Membri dell’Unione: ne fa parte, tra le cinque nuove infrastrutture considerate prioritarie per la comunità scientifica europea, di rilevanza paneuropea, anche Actris (Aerosols, Clouds, and Trace gases Research Infrastructure), infrastruttura alla quale ha partecipato il Laboratorio di Aerosol e Clima del Dipartimento di Matematica e Fisica “De Giorgi” dell’Università del Salento. “Il principale obiettivo del Laboratorio, istituito nel 2000, è realizzare un sistema integrato, basato su osservazioni e modelli, al fine di meglio valutare su scala globale, e in particolar modo nel bacino del Mediterraneo, il trasporto degli aerosol e il loro impatto sul bilancio radiativo del sistema Terra-Atmosfera e quindi sul clima” spiega Maria Rita Perrone, ordinaria di Fisica della Materia e coordinatrice del Laboratorio. Ad Actris Italia, con il coordinamento nazionale ed europeo del Cnr, partecipano Enea, Università di Napoli “Federico II”, Università dell’Aquila, Università del Salento, Università di Urbino e Cetemps. L’Italia contribuisce, con il Cnr, alla Direzione generale di Actris e al centro di calibrazione per la strumentazione lidar (light detection and ranging), gestisce il data center per l’aerosol profiling su scala europea e partecipa con una rete delle stazioni di osservazione e dei laboratori distribuiti sul territorio nazionale (come il Laboratorio di Aerosol e Clima di UniSalento). La proposta per l’inserimento di Actris in ESFRI è stata coordinata dalla Finlandia nella primavera 2015. Il valore di ACTRIS in fase operativa è stimato in 450 milioni di euro, con un fatturato annuo di circa 50 milioni di euro. L’Italia e altri paesi hanno già espresso il loro sostegno politico e l’impegno finanziario per Actris, e ben 85 organizzazioni di ricerca europee hanno impegnato le loro risorse per l’implementazione dell’infrastruttura di ricerca che entrerà nella fase pre-operativa nel 2021, mentre la piena operatività è prevista per il 2025 per un periodo di almeno 20 anni.
(PO / red)
