Donne di dolori, fatiche di uomini. Malattia, isolamento, solitudine, carcere, manicomio. Il mondo di Pino Roveredo torna con “Mastica e sputa” (Bompiani pag. 188, € 15.00). in una raccolta di racconti lucidi, spietati, disarmanti come di consueto, che si tratti di schegge o di esistenze narrate intere, di redenzioni in extremis o di condanne irreversibili. Un bacio e un morso: la vita è così, e siamo tutti sempre impegnati a masticare e sputare, come dice la canzone di De André che diventa leitmotiv di un amore spaccato in due da un delitto non commesso. Ma in questo universo che ha la nettezza scavata del bianco e nero entrano anche la luce del mare, la leggerezza di una parola umile, fagioli, che si meriterebbe una doppia per guadagnare ancora più sapore, la voglia di guardare certe città belle per definizione – Trieste, Parigi – con gli occhi nuovi della meraviglia. Pino Roveredo è nato nel 1954 a Trieste da una famiglia di artigiani: il padre era calzolaio. Dopo varie esperienze (e salite) di vita, ha lavorato per anni in fabbrica. Operatore di strada, scrittore e giornalista, collaboratore del “Piccolo” di Trieste, fa parte di varie organizzazioni umanitarie che operano in favore delle categorie disagiate. Bompiani ha pubblicato Mandami a dire (2005, Premio Campiello, Premio Predazzo, Premio Anmil, Premio “Il campione”), Capriole in salita (2006), Caracreatura (2007, Premio Torre di Castruccio 2008), Attenti alle rose (2009, Premio “La Lizza d’oro” di Massa Carrara e Premio “Giuseppa Giusti” di Monsummano), La melodia del corvo (2010), Mio padre votava Berlinguer (2012) e Ballando con Cecilia (2014). Nel 2011 ha partecipato al film Sono rimasto senza parole / Pino Roveredo incontra Antonio Stagnoli.
DA CIVITAVECCHIA A BARCELLONA, SALPA UNA NAVE CARICA DI LIBRI
Un vero e proprio viaggio, ma che ha dello straordinario. È Una nave di libri, che dal 20 al 24 aprile 2016 con a bordo scrittori, registi, attori e chef salpa da Roma Civitavecchia per Barcellona e celebra così la Giornata Mondiale del Libro. Una grande festa per tutti gli amanti della lettura e della cultura, per il settimo anno consecutivo organizzata da “Leggere:tutti” e Grimaldi Lines. Partenza il 20 aprile dal porto di Civitavecchia con la Cruise Barcelona, l’ammiraglia della Grimaldi Lines di quasi 500 cabine. Sia durante la tratta di andata che di ritorno, un fitto calendario di eventi con presentazioni di libri, proiezioni di film, showcooking e spettacoli promette di rendere il viaggio un’esperienza davvero unica. Incontri che sono aperti a tutti e che proseguono nel capoluogo catalano grazie alla collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura e la Casa degli Italiani di Barcellona. L’attracco è previsto per la sera del 21 aprile con il trasferimento in albergo. Il giorno successivo è lasciato libero per visitare la città, mentre il 23 uno spettacolo suggestivo sorprenderà gli ospiti della nave. Oltre a essere la Giornata Mondiale del Libro, a Barcellona si celebra infatti San Giorgio, i libri e le rose, un grande evento durante il quale migliaia di persone affollano la Rambla e le piazze. La città prende vita sin dalla mattina grazie ai numerosi incontri organizzati per l’occasione e le librerie espongono in strada libri e cesti di rose. Molti e di grande richiamo gli autori che hanno già accolto con entusiasmo l’invito di salire a bordo, tra cui Emanuela Ersilia Abbadessa, che presenta il suo nuovo romanzo Fiammetta (Rizzoli, 2016); Diego De Silva, scrittore e sceneggiatore con all’attivo ben nove romanzi per Einaudi tradotti in altrettanti Paesi; Roberto Ippolito, autore di libri di inchiesta di successo tra cui Ignoranti (Chiarelettere, 2014) e Abusivi (Chiarelettere, 2015); Lorenzo Marone, che dopo il fortunato esordio La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015) esce ora con La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016); Sara Rattaro, vincitrice del premio Bancarella con Niente è come te (Garzanti, 2015). E poi ancora il colonnello Roberto Riccardi, scrittore di diversi libri tra cui Venga pure la fine (e/o, 2013) e La firma del puparo (e/o, 2015); Gaetano Savatteri, autore di Uno per tutti (Sellerio, 2008) che interviene con il regista del film omonimo Mimmo Calopresti. All’evento partecipano anche Anna Appolloni (Parole Sospese, Twins 2015), Donatella Barazzetti e Antonella Cammarota (I funamboli, Altraeconomia 2014), Fiorella Cappelli (Noi dal cuore grande, Enoteca letteraria 2016), Mario Bernardi Guardi (Fascista da morire, Mauro Pagliai 2015), Vittorio Russo (Racconti di viaggi di geografie di storie e di cose, Streetlib 2015), e lo staff della libreria Iocisto, la prima in Italia ad azionariato popolare, che presenta Ho sete ancora, un’antologia di racconti dedicata a Pino Daniele.
“UN VIAGGIO DI SOLA ANDATA” PENSANDO A MANFREDI
“Viaggio di sola andata” era una sceneggiatura scritta su misura per Nino Manfredi; un film purtroppo mai realizzato. Da lui apprezzato, amato e fatto proprio, ora divenuto un romanzo edito da Teke Editori. Artefice ne è Rosario Maria Montesanti, da anni regista, sceneggiatore, autore televisivo per importanti programmi e documentari televisivi; scrittore dalla penna florida e leggera, come lieve è il modo in cui ha deciso di affrontare un argomento assai delicato: quello della terza età. Darsi una chance anche dopo aver perso l’amore di una intera esistenza, mettendo le abitudini a repentaglio ma caricandosi dell’energia di un pensiero costante: quel soffio vitale che ha dato un senso al passato e che puo’ ancora ispirare un possibile presente e futuro di serenità e armonia interiore. “Viaggio di sola andata” racconta di Nicola, un ex impiegato ministeriale e vedovo, che vive con grande dignità la sua solitudine e le sue modeste condizioni economiche, ancorandosi alle abitudini e a piccoli e modesti riti quotidiani: una condizione fragile che, per lui, sarebbe inopportuno e grave sconvolgere. Una rete televisiva lo intervista e pur di raggiungere più ascolti, non esita a scardinare cinicamente la sua vita, rubandogli, con l’inganno, l’unico capitale di cui è ricco: la sua storia, i suoi sentimenti, la sua intimità. Una violenza così forte da portarlo sull’orlo del suicidio. Ma, prima dimettere in atto l’insano gesto, decide di onorare una promessa fatta molti anni prima a sua moglie Giovanna, un giuramento che per la prima volta, lo porterà lontano da casa, incrociando le tessitura di una ragnatela sentimentale che innesca la possibilità di un nuovo amore come nesso: un sentimento nuovo, mai provato prima, un peccato molto più grave di qualunque tradimento. Una riserva insperata di ossigeno, probabilmente l’ultima per molti, alla quale è fondamentale attaccarsi per respirare la parte forse migliore del proprio cammino esistenziale.
DARIO RICCI OMAGGIA “I RAGAZZI DI BREMA”
Il 28 gennaio 1966 nelle case degli italiani risuonano le note delle canzoni del festival di Sanremo. Poi all’improvviso: “Un aereo delle linee interne della Lufthansa è precipitato nei pressi dell’aeroporto di Brema, in Germania…”: il tono stentoreo del conduttore del telegiornale della sera spazza via il clima di gioiosa confusione che le canzonette sanremesi si portano dietro. Sette atleti della Nazionale azzurra di nuoto, il loro allenatore e il giornalista della Rai Nico Sapio, muoiono in un incidente aereo in fase di atterraggio al termine del viaggio che li avrebbe dovuti portare da Milano a Brema per gareggiare in un importante meeting internazionale. A mezzo secolo dalla tragedia, Dario Ricci ripercorre in “I ragazzi di Brema. 28 gennaio 1966, il tragico viaggio della Nazionale italiana di nuoto” le ultime ore di quei campioni, le loro vite, le loro carriere. Pagine che rendono ancora oggi indimenticabile il ricordo de “i ragazzi di Brema”.
LE ISOLANE, VIAGGIO TRA LE ISOLE GRECHE
Una poetica raccolta di quattro racconti che hanno come protagonisti donne d’isola e soldati di terra. Donne come Panaiulla, che si concede per solitudine, Estenia, a cui la guerra ha tolto persino la speranza di una fuga d’amore, Maritza, che sogna di conoscere un giorno l’Italia, e infine Xeni, fantasma di una passione giovanile, perduta ormai e mai più ritrovata. Antonio Seccareccia conobbe queste isole e queste donne nel Mar Egeo durante la Seconda guerra mondiale, e con sé al suo ritorno portò anche un mare azzurro foriero di inquietudini, i libri letti lungo i sentieri aspri di montagna, le piccole piazze colte nel loro silenzio, il profumo dolciastro della màstica. Pubblicato per la prima volta nel 1960 dalla casa editrice Lerici, nella collana curata da Romano Bilenchi e Mario Luzi, ”Le isolane” di Antonio Seccareccia (Elliott edizioni) è un viaggio tra le isole greche che racconta di vite che si sono sfiorate ma mai toccate veramente, durante le lunghe attese e le forzate separazioni imposte dai ritmi della guerra.
