Trento, 15 mar – Ci sono molti tratti che uniscono il Trentino alla Polonia e non solo per il fatto che la regione più gettonata fra le mete italiane dei turisti polacchi. Vi è un comune sentire mitteleuropeo, un’identica matrice ‘familiare’ nelle piccole e medie imprese, percorsi storici e di fede comuni e la stessa convinzione che in Europa sono le paure e la mancanza di fiducia a frenare lo sviluppo. Di tutto questo si è parlato ieri a Trento, nella sede della Provincia, dove il governatore Ugo Rossi ha accolto l’ambasciatore polacco Tomasz Orlowski, cui ha anche donato il libro “Karol Wojtyla Trentino”. Un colloquio cordiale, al quale ha preso parte anche il console onorario Walter Cappelletto, che si è concluso con un impegno: organizzare prossimamente in Trentino un workshop destinato in particolare agli operatori turistici per mettere ancora più a fuoco il “fenomeno Trentino” che tanto interesse sta riscuotendo in Polonia. Quello polacco rappresenta per il Trentino un importantissimo mercato. Nello specifico, considerando la stagione invernale (novembre-aprile) la Polonia è attualmente il secondo bacino di domanda in termini di arrivi con oltre 91.000 unità e più di 606.000 presenze certificate nell’inverno 2014-2015, con una durata media dei soggiorni pari a circa 6,7 notti. Ora l’obiettivo è lavorare per un incremento della presenza turistica polacca in estate, ponendo grande attenzione ai prodotti di punta della vacanza attiva, a partire dagli itinerari in mountain bike. Tra i temi affrontati oggi anche quelli della cultura, della ricerca, della scuola, settore al quale in particolare l’ambasciatore vorrebbe indirizzare qualche progetto di interscambio fra docenti e studenti dei due Paesi. Rossi ha anche ricordato gli sforzi che i tre territori di Trento, Bolzano ed Innsbruck stanno facendo nell’ambito del progetto Euregio.
(red)