Roma, 13 dic – Spagna, Francia e Germania. Ma anche Regno Unito, Romania e Portogallo. Più lontano Argentina, Brasile, Usa e Australia. Ogni anno circa 9 milioni tra panettoni e pandori italiani (pari all’8% della produzione complessiva di dolci lievitati da ricorrenza natalizia) prendono la strada dell’estero. Ma una fetta non trascurabile dei prodotti venduti all’estero, pur utilizzando le denominazioni riservate “panettone” e “pandoro”, non rispetta la normativa sui lievitati di ricorrenza natalizia che all’interno dei confini nazionali impone una serie di vincoli (sull’utilizzo di materie prime come uova fresche e burro, ad esempio) pensati a tutela dei consumatori ma anche con l’obiettivo di rispettare (e tramandare) le ricette originali di questi dolci natalizi. Questo fattore di “concorrenza” sleale nei confronti delle aziende che agiscono nel rispetto della normativa, si aggiunge a un’altra forma di concorrenza generata proprio dal successo, all’estero, di questi prodotti: sono sempre più frequenti, infatti, iniziative di produzione locale, oppure di prodotti a marchio del distributore locale forniti da aziende italiane, che quasi sempre “dimenticano” di rispettare la ricetta tradizionale protetta. “Crediamo sia necessario individuare – denuncia Alberto Bauli, vice presidente Aidi – strumenti di tutela a sostegno dell’esportazione di panettone e pandoro, due prodotti simbolo della tradizione gastronomica italiana. Le aziende produttrici italiane associate all’Aidi, che rappresentano circa il 85% della produzione nazionale, hanno sottoscritto l’impegno a produrre anche per il mercato estero con le stesse caratteristiche di qualità dei prodotti destinati al mercato nazionale. Il problema che vogliamo denunciare è che alcuni produttori italiani esportano panettoni e pandori non rispondenti al disciplinare di produzione recando un danno d’immagine a questo prodotto e attuando una “concorrenza sleale” verso i produttori associati” Infatti mentre in Italia il 27 gennaio 2006 è entrato in vigore il decreto sui prodotti dolciari da forno che conferisce una precisa carta d’identità a panettone e pandoro (definendone nome, composizione, regole di etichettatura e processi tecnologici), nessun vincolo posto dal decreto è applicabile a chi produce all’estero o a chi produce, in Italia, per il mercato estero. (SEGUE)