Anche l’Italia, all’indomani degli attentati, si scopre colpita nel fisico oltre che nello spirito dai fatti di Bruxelles. Rispetto alle notizie dell’immediato, infatti, potrebbe esserci una vittima di nazionalità italiana tra le 32 totali (erano 31, ma un altro cadavere è stato rintracciato tra i vagoni della metropolitana colpita). Stamattina la Farnesina stessa dava per “molto probabile” la presenza di una vittima italiana, Patricia Rizzo sebbene siano ancora in corso le necessarie procedure di riconoscimento. La donna, una funzionaria dell’Unione Europea, prendeva abitualmente la metro a quell’ora, ed è da subito risultata dispersa: i familiari sono sul posto, assistiti dalle strutture diplomatiche italiane. Nel frattempo, due dei cinque attentatori sono stati identificati, secondo quanto riporta l’emittente belga RTFB: si tratterebbe di due fratelli entrambi pregiudicati, Khalid e Brahim El Bakraoui, residenti nel quartiere Forest della capitale belga: di 27 e 30 anni, si sono fatti esplodere uno all’aeroporto di Zavantem, l’altro nella metropolitana. Ancora irriconoscibili gli altri due kamikaze, mentre quello che probabilmente era l’artificiere del gruppo, “l’uomo con il cappello” individuato dai video di sorveglianza, sarebbe ancora in fuga.
RENZI: “INTELLIGENCE EUROPEA”. E mentre l’Olanda, su richiesta del Belgio, si accinge a convocare per domani una riunione del Consiglio Europeo “per discutere degli attacchi terroristici che hanno colpito Bruxelles” e gli Stati Uniti invitano i propri connazionali ad evitare viaggi in Europa in questo periodo, in Italia il premier Matteo Renzi ha ricevuto stamattina a Palazzo Chigi i capigruppo di Camera e Senato per fare il punto sui risvolti interni della minaccia terroristica: “Abbiamo messo in campo tutte le misure di sicurezza necessarie, anche se non risulta ad ora una minaccia specifica in Italia” ha detto Renzi – Occorre stringere sui meccanismi di intelligence fra i Paesi europei e mettere denari veri sulle aree urbane: serve un gigantesco investimento in cultura, sulle periferie urbane, un investimento sociale”.
(Sis – 23 mar)