“Il futuro Consiglio generale degli italiani all’estero dovrà lavorare con uno spirito
riformatore e dovrà trovare una nuova collocazione nell’ambito della rappresentanza e della partecipazione politica e culturale” ma “sarà all’altezza dei tempi”. Ne è convinto Michele Schiavone, neo segretario generale del nuovo Cgie che a 9Colonne fa un bilancio dei primi tre giorni di assemblea plenaria alla Farnesina. “Abbiamo avuto l’opportunità finalmente di rimettere in moto l’attività del Cgie – continua Schiavone – che parte con uno spirito costituente in quanto è chiamato a rinnovarsi soprattutto nel momento in cui in Italia si parla di profonde riforme”. È in questo contesto che anche il Consiglio generale degli italiani all’estero “deve inventarsi una nuova dimensione”, ma “in poco tempo” avverte Schiavone che sottolinea come in questi giorni si ha avuto modo “anche di riformulare gli assetti interni senza i quali è difficile lavorare”. Si sono “distribuiti i compiti ai consiglieri, il 70% dei quali è nuovo – osserva il segretario del Cgie – e questo è un motivo per rilanciare il nuovo Consiglio generale partendo dalle loro proposte”. Tutti insieme, per dare una “risposta alle esigenze che arrivano dai territori” dice Schiavone che fissa la priorità dei lavori: “tenere in considerazione prima di tutto le necessità degli italiani nel mondo”. Per quando riguarda i prossimi appuntamenti, Schiavone afferma che venerdì – ultimo giorno di assemblea plenaria – “avremo modo di discutere i diversi ordini del giorno e almeno il primo impatto per tanti consiglieri sarà superato”. I consiglieri così “avranno la consapevolezza del loro ruolo e delle responsabilità che si sono assunti per rappresentare al meglio l’Italia nei propri Paesi” conclude Schiavone. (Sip – 23 mar)