Roma, 30 mar – Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni risponde in un’intervista al Corriere della Sera all’appello di Paola e Claudio Regeni, genitori del ricercatore torturato e ucciso in Egitto: “La fermezza e la dignità dei genitori di Giulio Regeni sono davvero esemplari. Motivo in più per le istituzioni per insistere con coerenza e altrettanta fermezza. Se non abbiamo risposte convincenti, compiremo i passi conseguenti”. E aggiunge che il governo vuole “la verità, ossia l’individuazione dei responsabili. Ci si può arrivare da un lato esercitando una pressione politico diplomatica costante, cosa che abbiamo fatto e stiamo facendo e che costituisce un deterrente contro verità di comodo, dall’altro con una collaborazione investigativa. Quest’ultima a nostro avviso deve fare un salto di qualità perché anzitutto non sono stati consegnati tuti i documenti e materiali che abbiamo richiesto. Inoltre occorre poter svolgere almeno una parte delle indagini insieme. La collaborazione non può essere solo formale. Lo stillicidio di piste improbabili moltiplica il dolore della famiglia e offende il Paese intero”.